La mia vita è cambiata da quando sono diventata mamma... Allora mi sono detta: "deve cambiare anche il mio blog!". E questo è quello che ne è saltato fuori!

venerdì 19 dicembre 2008

BUON NATALE!

Con la promessa che con il Nuovo Anno tornerò a prendermi cura del mio "salottino rosa", insieme al mio angioletto Alessandro, colgo l'occasione del post numero 100 per fare a tutti voi, lettori, amici e curiosi di passaggio, i miei più cari



AUGURI DI BUON NATALE!







P.S. Colgo l'occasione di questa fugace apparizione per segnalervi un'iniziativa del mio amico chef Andrea, che secondo me rispecchia il vero senso del Natale. Andate, se vi va, a dare un'occhiata QUI

mercoledì 12 novembre 2008

12 novembre 2003

Per non dimenticare MAI...



12 novembre 2008: 5° anniversario dalla strage di Nassiriya in cui 12 carabinieri, 5 soldati dell'esercito e 2 civili rimasero uccisi dal vile attentato alla base italiana "Maestrale".

lunedì 6 ottobre 2008

Conigli, anatre, gatti&co... IL MAGICO MONDO DI B. POTTER

Sono malata... uff...
Arrivano i primi freddi e scatta il raffreddore con complicazioni all'orecchio. Oltretutto posso curarmi solo con medicine pediatriche, per non compromettere l'allattamento di Alessandro. Risultato: invece che con tre giorni di antibiotico da cavallo, se va bene, guarirò con dieci giorni di aerosol!
Per festeggiare i quasi due mesi del mio tesoro, gli ho regalato il suo primo libro: è una versione cartonata delle storie di Beatrix Potter. Si, lo so che è presto, ma in realtà il regalo l'ho fatto a me stessa perché non ho resistito alla tentazione di comprare questo delizioso libretto tattile e poi non è troppo presto per cominciare a trasmettere una sana passione ad Alessandro, quale quella che i suoi genitori hanno per i libri!

Beatrix Potter è una delle più grandi disegnatrici inglesi e non di libri per ragazzi. Vissuta tra Otto e Novecento ha inventato: il libro tascabile per ragazzi, gli animali vestiti come uomini, la passione per determinate creature prima viste solo buone da mangiare. In tutto scrisse 23 libri, pubblicati in piccolo formato adatto per i piccoli lettori. In Inghilterra è un'istituzione: esiste una catena di negozi interamente dedicati a gadget sul suo mondo e la sua casa, nel Lake Distritc, dove trasse l’ispirazione per le sue illustrazioni, è diventata un museo.
Nel 2006 è stato realizzato, con la regia di Chris Noonan, il film Miss Potter, la biografia per immagini della vita della donna che s'impose sul mercato dei libri per bambini con personaggi oggi arcinoti quali Peter Rabbit, Jeremy Fisher e Mrs. Tiggy-Winkle; una donna che, dietro l'apparenza delicata e la pressione di una famiglia conservatrice, dimostrò di possedere un'anima libera e un'invidiabile determinazione. Il ruolo della protagonista è affidato a Renèe Zellweger.Il film si culla in un’atmosfera un po’ leziosa sospesa tra sogno e realtà: disegni parlanti, ansie e illusioni di una donna anticonformista che ha rinunciato a buona parte dell’eredità per tutelare i boschi inglesi.
In Italia fino a non molti anni fa si trovava solo materiale di importazione su Beatrix Potter, poi la Sperling & Kupfer ha acquistato i diritti per fare i libri e gadget. Inoltre su Italia 1 sono andati in onda i cartoni animati prodotti dalla BBC, che sono reperibili anche su videocassetta. Diciamo che siamo ancora molto lontani dalla passione che ho visto in Inghilterra, dove Peter Rabbit e soci sono quasi personaggi nazionali, ma una vasta fascia di stimatori c'è ormai anche qui da noi.
Ecco una rapida carrellata dei personaggi creati dalla fantasia di Miss Potter:


Peter Coniglio è il personaggio più noto di Beatrix Potter: è il figlio di una famiglia di coniglietti che vivono in campagna. Dal pelo morbido e colorato e dalla simpatia innata, adora cacciarsi nei pasticci ed è l'antenato di tutti i conigli famosi, fino a Roger Rabbit, arrivati sui nostri schermi.



Jemima è una papera bianca che vive in campagna, in mezzo al verde. Molto curata nel vestire, è però abbastanza ingenua, e rischia di diventare preda di una volpe travestita da gentiluomo. Tutto però finirà per il meglio. Non è uno dei personaggi più celebri di Beatrix Potter, ma è abbastanza sfruttato.


Tom il gatto e la sua famiglia, composta da sua madre Tabitha Twitchit e dai fratellini Flopsy Mopsy e Moppet, sono altri protagonisti noti delle opere di Beatrix Potter. Anzi, dal punto di vista dei gadget, sono secondi solo a Peter Rabbit.



Lo scoiattolo Nutkin è un altro adorabile e vivacissimo rompiscatole che adora cacciarsi nei guai, soprattutto con il vecchio gufo Old Brown. appartiene a quella specie ora abbastanza rara, dello scoiattolo rosso europeo.

Mr. Fisher è un ranocchio che vive in mezzo al verde, è molto elegante, ama essere aggiornato su tutte le novità della moda e dell'attualità ed adora pescare.



Hunca Muncha ed i suoi piccoli sono altri dei personaggi dell'universo di Beatrix Potter: i piccoli sono birbanti, a tratti un po' delinquentelli, ma si tratta comunque dei primi topi in abito da uomini che abbiamo. Un altro topo celebre è Samuel Whiskers, che vive in città, ed aiuta un sarto a creare dei vestiti per le grandi occasioni.

(Post - Post Scriptum: mi scuso se latito sul web e se non riesco a rispondere a i vostri commenti, ma soprattutto mi spiace non poter passare come un tempo, quasi quotidianamente su tutti i blog amici. Quando riesco vi leggo sempre con piacere e noto che non vi mancano mai gli spunti per scrivere pagine che fanno sorridere, riflettere... continuate così, se vi può essere d'incentivo per continuare ad essere prolifici scrittori, sappiate che siete una bella ricarica per una mamma stremata che riesce a ritagliarsi qualche pausa per se stessa e per sapere cosa succede nel mondo, virtuale e non!).

giovedì 11 settembre 2008

1 MESE DOPO...

Oggi Alessandro compie un mese… è tempo di un primo bilancio.
La mia vita è stata completamente stravolta e inondata di una felicità che non credevo possibile. Certo, i ritmi sono ancora da assestare, io devo ancora imparare un sacco di cose, tra cui ad interagire sempre di più con il mio cucciolo. Ogni tanto lo guardo e gli dico “dai una mano alla mamma, dobbiamo imparare a conoscerci io e te!”.
Le poppate si susseguono ancora senza una vera regolarità, ma la notte quasi sempre riesco a dormire e questo aiuta, anche se fino a qualche mese fa cinque ore mi sembravano un misero riposo.
Ovviamente ci sono mattinate in cui mi pare di non concludere niente e mi è capitato di aprire la porta al postino in mutande. Ci sono anche sere che mi faccio il mio piantino liberatorio e consolatore, ma poi guardo Alessandro in quei suoi occhioni buoni, di un colore ancora indefinito e la vita torna ad essere una cosa meravigliosa.


Il cucciolo ha rivelato in pieno la sua indole da leoncino e anche un po’ da dittatore: odia essere vestito, pertanto nonostante un armadio zeppo di vestitini deliziosi, regalo di zia e nonne, continua ad andare in giro in canottiera o in body da vogatore… chissà, forse essendo nato a Venezia, vuole fare il gondoliere! Tra una poppata e l’altra vorrebbe stare sempre in braccio o a spasso con la carrozzina: se provo a metterlo nella sdraietta, urla e diventa rosso come se lo stessi legando con la camicia di forza di Houdini. Risultato: ho la schiena a pezzi e a furia di macinare chilometri, sono già tornata in quasi tutti i miei vestiti e mi verranno due polpacci stile Roberto Baggio!
Ogni tanto mi chiedo quanto durerà questo periodo di rodaggio e mi prende un po’ l’ansia, ma penso che questo è un momento irripetibile della vita della mia famiglia e torno a godermelo in pieno.
Giorgio continua ad essere un papà esemplare: mi può sostituire in tutto tranne che nel nutrire il piccolo tiranno, anzi, su certe cose è più attento e apprensivo di me!
Sabato scorso i miei uomini mi hanno concesso due ore di libertà: mentre loro ascoltavano i Pink Floyd a tutto volume e poi andavano a spasso, io mi sono concessa il lusso di andare dalla parrucchiera. È incredibile come, con un bambino di un mese, valuti preziosissimi quegli spazi tutti per te che prima davi per scontati!
Ora il mio mezzo metro di tirannia sta già cominciando ad agitarsi: la giornata è stata lunga e prima del bagnetto rilassante il lupetto famelico sta reclamando un rabbocchino di latte!

sabato 23 agosto 2008

LA NASCITA DI ALESSANDRO

Eccomi qui, in uno dei rari momenti di tregua tra poppate, cambio pannolini e ninne nanne.
Non che mi possa lamentare, dal momento che il mio cucciolo ha da subito rivelato la sua indole pacifica e ha capito che di notte si dorme e di giorno si fa vita sociale. Fin dalla seconda notte ho potuto tirare cinque ore filate di sonno!
La vita da neo-mamma è una cosa stupenda, soprattutto se si ha la fortuna di condividere ogni scoperta, ogni piccolo gesto che entra a far parte del quotidiano, con un meraviglioso neo-papà, che affronta con entusiasmo ogni nuova sfida, dal cambio pannolino al momento del ruttino.
Anche per ringraziare quanti hanno lasciato un saluto di benvenuto o un augurio nel post precedente, ma soprattutto negli scorsi 9 mesi, devo spendere qualche parola per raccontare il percorso che ha portato alla nascita della mia stellina, questo cucciolo che ora, mentre scrivo, è vicino a me nella sua culletta con gli occhioni spalancati che sembrano chiedermi cosa ho da fare tanto rumore su questi tasti. Devo sbrigarmi, prima che mi richiami all'ordine e pretenda la sua razione pre-nanna di latte!

Tutto è cominciato lunedì 11 agosto, con ben 9 giorni di ritardo sulla data presunta per il parto.
Sono andata a fare il monitoraggio di controllo e mi è stato detto che il martedì mattina mi avrebbero ricoverata per indurre il parto.
Tanto per far capire che ci teneva a dire la sua, il bambino ha cominciato a dare avvisaglie la notte intorno alle 2 del mattino, quindi niente ricovero, ma gita in pronto soccorso, dove mi hanno trasferita in reparto, dicendomi che ero in pre-travaglio e le cose sarebbero andate per le lunghe, ma il parto era aperto.
La giornata di martedì è stato un lento trascinarsi di contrazioni regolari, ma non ancora sufficienti ad indurre il teppistello a cominciare la discesa verso il mondo esterno. Martedì notte volevo morire, più che altro per il sonno dopo due notti in bianco solo con brevi sonnellini tra una contrazione e l’altra!
Mercoledì mattina ero disposta anche ad un cesareo purché Alessandro venisse fuori, ma all’Ospedale dell'Angelo di Mestre sono stati bravissimi: non mi hanno nemmeno stimolata con il gel o l’ossitocina, perché si sono resi conto che il bambino era pronto a nascere, ma bisognava rispettare i tempi stabiliti dalla natura. Medici e ostetriche, ma soprattutto l’ostetrico che ha fatto nascere il mio bambino, Berardino, sono stati di un’umanità meravigliosa e mi hanno supportata e confortata anche quando mi veniva da piangere per la stanchezza.
Alle 10 del mattino mi hanno detto che se volevo partorire in acqua, quello era il momento di entrare in vasca. Ancora ringrazio Berardino per aver supportato questa mia idea sul parto in acqua, anzi, di avermi incoraggiata in questa scelta che, per me, era solo una delle tante idee che avevo in merito al parto, non sapendo bene cosa aspettarmi.
Nella vasca mi sono sentita subito meglio e le contrazioni sono diventate più forti, ma la respirazione regolare, il tepore, la sicurezza di essere ben assistita soprattutto la costante presenza di mio marito che mi ha aiutata in ogni fase, faticando non poco a sorreggermi e massaggiarmi la schiena, sono stati gli elementi che mi hanno dato la forza di spingere fuori la bella testina di Alessandro in meno di 2 ore.
Quando mi sono resa conto che il bimbo era fuori, me lo sono immediatamente trovato appoggiato sulla pancia, con ancora il cordone ombelicale che pulsava e lui con gli occhi aperti, guardava spaesato in direzione del mio seno.
Non si riesce a descrivere cosa si prova in quel momento, quando per la prima volta guardi tuo figlio negli occhi. È un momento che rimarrà solo nostro, mio e di Alessandro, per sempre.
Tralascio la descrizione della routine post-parto, dico solo che ero talmente sfinita, ma anche esaltata che non mi sono resa conto dei punti e della debolezza finché non sono tornata in camera e mi sono addormentata come un sasso con il mio bambino vicino. Al risveglio il fenomeno si è subito attaccato alla tetta come un vero leoncino famelico e lì mi sono venuti i lucciconi: non mi capacitavo di avere finalmente in braccio una simile meraviglia… E non prendete in giro il mio orgoglio di mamma!
Siamo tornati a casa sabato mattina dopo una degenza di soli 3 giorni. La pediatra e le infermiere del nido che non finirò mai di ringraziare per quanto sono state disponibili, notte e giorno, ci hanno rassicurati sul fatto che tutto andava bene, anche il calo di peso fisiologico è stato perfettamente nei parametri previsti.
Si parla tanto di favorire il rapporto madre-bambino anche grazie all’allattamento al seno e devo dire che essere supportati fin dal primissimo istante, come è successo a me, è fondamentale, tanto che al momento di uscire dal reparto mi è presa un po’ di insicurezza.
Ma poi sono scesa dalle scale mobili con il mio fagottino in braccio e ho raggiunto Giorgio nel parcheggio che finiva di montare il seggiolino per l’auto e lì ho capito che la vera avventura stava iniziando in quel momento.

Un grazie infinito dal profondo del cuore a: Viviana, Barbara, Lucia, Berardino, tutte le infermiere e le ostetriche, nonché i medici del reparto di maternità dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre, per aver contribuito a rendere la nascita di Alessandro Carlo un’emozione bellissima e dolcissima.

domenica 17 agosto 2008

IL LIETO EVENTO

BEN ARRIVATO, ALESSANDRO!

Venezia, 13 agosto 2008
ore 12.38...
... Adesso il mondo brilla della luce di una nuova stellina!

martedì 15 luglio 2008

LA LUNGA ATTESA

Non so più cosa fare per ingannare il lungo trascorrere delle giornate...
Mancano circa due settimane e poi finalmente potrò abbracciare Alessandro, ma questi ultimi giorni sono di una noia mortale.
Anche perché dopo che sono caduta accidentalmente in casa (con inevitabile corsa al pronto soccorso, dove, grazie a Dio, mi hanno rassicurata sul fatto che non era successo niente al bambino!), sono praticamente agli arresti domiciliari. Nel senso che non mi sento più tanto sicura ad andarmene in giro da sola.
Quindi le mie uscite sono limitate a delle rapide sortite dopo le cinque del pomeriggio, quando l'afa mi concede un attimo di tregua, giusto per fare la spesa oppure quattro passi in paese.
Devo ammettere che dopo un po' la smania di sistemare il "nido" comincia ad annoiarmi: è bello preparare la cameretta e sistemare i vestitini del bambino, ma questa full-immersion nella vita di una massaia comincia a pesarmi. Così per evitare di trasformarmi in una "Desperate Housewife" (senza nemmeno la consolazione di avere un fisico come Eva Longoria!), ho abbandonato il ricamo a punto croce e mi sto dedicando alla sperimentazione culinaria, almeno sfogo la mia parte creativa e quella golosa!
Per fortuna lunedì arriva la mamma, così avrò un po' più di compagnia e magari mi concederò un paio di pomeriggi in piscina.

Nel frattempo, a parte emulare Firmino e divorare libri (più qualche tonnellata di gelato alla crema con le amarene sciroppate sopra!), durante le ore che passo al pc, mi sono concentrata sulla ricerca della casa per la settimana bianca in Val Gardena.

Ci tengo che Alessandro trascorra le sue prime vacanze di Natale negli stessi posti dove io ho imparato ad amare la montagna e gli sport invernali, dove il tramonto tinge la valle di un rosa unico al mondo.
E visto il caldo di questi giorni, vi saluto con queste immagini alquanto "rinfrescanti"!

giovedì 10 luglio 2008

FIRMINO, IL TOPO CHE DIVORA I LIBRI

Ho iniziato a leggere questo libro un po' per scherzo perché io non amo molto i libri che diventano di moda troppo in fretta, i classici best-seller che d'estate trovi scontati in bella mostra all'ingresso delle librerie nei centri commerciali. ok, questa mia affermazione può apparire un po' snob, ma tant'è.
Eppure, incuriosita dal bel disegno di questo topino (anzi ratto!) che campeggia sulla copertina, mi sono lasciata tentare. Tornata a casa sono stata risucchiata dalla storia di Firmino, tenera, toccante e anche scanzonata.

Firmino è la creatura letteraria del sessantaquattrenne americano Sam Savage, all'esordio nella narrativa, edito da Einaudi Stile libero. È un il ratto che divora e legge tutti i libri della libreria in cui è nato e vive.
Firmino è un topo nato in una libreria di Boston negli anni Sessanta. E' il tredicesimo cucciolo della nidiata, il più fragile e malaticcio. La mamma ha solo 12 mammelle e Firmino rimane l'unico escluso dal nutrimento. Scoraggiato, si accorge che deve inventarsi qualcosa per sopravvivere e comincia ad assaggiare i libri che ha intorno. Scopre che i libri più belli sono i più buoni. E diventa un vorace lettore, cominciando a identificarsi con i grandi eroi della letteratura di ogni tempo.
Questo ratto riesce ad affascinare il lettore non solo perché sa appassionarsi al funzionamento di uno sciacquone da toilette, ma sa anche viaggiare in ogni classico, dal Medioevo ai giorni nostri. Accattivante e repellente, Firmino è un tipaccio dai pensieri incestuosi (dopo mezzanotte diventa anche un grande consumatore di film porno!). Firmino è talmente umano, forse troppo che è capace di assomigliarci.
Il risvolto più interessante di questo libro insolito è che si tratta di un racconto in grado di interagire con il lettore: è il catalogo di una biblioteca possibile e insieme infinita, è un gioco intelligente su gusti e mode letterarie, è una caccia al libro al quale Firmino allude senza darne il titolo.
Firmino è la voce di tutti quelli che considerano la lettura e la fantasia il cibo più prezioso per l'anima. Un magico racconto dickensiano nero, divertente e malinconico sul potere di redenzione della Letteratura.

Questo è quanto hanno detto due lettori d'eccezione, assai più titolati di me per dare giudizi. Riporto i loro commenti perché li condivido completamente.

«Non ne potevo più di topi. Sono ovunque: al cinema, in televisione, nei fumetti, nelle fogne sotto casa. Poi ho conosciuto Firmino. Solo un topastro sfigato e malinconico come lui mi poteva rimettere in pace con il mondo dei roditori». N. Ammaniti

«Firmino, il topo che Walt Disney avrebbe inventato se solo fosse stato Borges. Se leggere è il vostro piacere e il vostro destino, questo libro è stato scritto per voi». A. Baricco

venerdì 4 luglio 2008

INDEPENDENCE DAY

Per gli Americani il 4 luglio si festeggia la festa più importante dell'anno, celebrata con rigore, secondo alcuni schemi tradizionali: parate, patriottismo, fuochi artificiali, pic-nic e tanto altro: è la festa dell'indipendenza.
Il 4 luglio l'America si ferma per celebrare se stessa. E' un giorno che gli europei ed, in particolare, gli italiani fanno spesso fatica a comprendere fino in fondo. Non è un semplice giorno di festa, non si tratta di "un giorno in più di vacanza" come, invece, è spesso per noi il 25 aprile. E' un giorno che ogni americano è orgoglioso di celebrare. E' importante notare che si dice "celebrare" la festa del 4 luglio e non semplicemente "festeggiare" il 4 luglio, in quanto il verbo "celebrare" porta con se tutta una serie di significati profondi, quasi un alone di sacralità, che, invece, la semplice parola "festeggiare" non riesce ad evocare.


Banalmente, si può dire che il 4 luglio si celebra la festa dell'indipendenza (Independence Day) delle colonie americane, ottenuta dall'Inghilterra nel 1776. Questa è la data che, per un americano, segna la nascita della democrazia nel suo paese. Questa è la data che segna la vera nascita degli Stati Uniti d'America e, poiché gli Americani si sentono profondamente attaccati alla loro patria, tanto da identificarsi interamente con essa, si può dire che il 4 luglio è la festa anche degli Americani stessi.

LA REGINA VENEZIANA

In questi giorni di attesa, mentre il pancione lievita a dismisura e le scorte di ghiaccioli sembrano finire sempre troppo in fretta, sto dando praticamente fondo alla mia libreria. La settimana scorsa ho riletto un libro che mi era piaciuto molto e sono rimasta ancora più affascinata dalla particolarità del personaggio di Caterina Cornaro, Regina di Cipro.
Sebbene "La Regina veneziana" di Silvia Alberti de Mazzeri sia un romanzo, dalla ragnatela di intrighi, amori e tradimenti che l'autrice narra con tono incalzante, emerge il ritratto di una regina intelligente e bellissima, sullo sfondo di un'epoca avvincente, che vide la grandezza della Serenissima Repubblica di Venezia all'apice del su splendore.


Caterina Cornaro (Venezia, 25 novembre 1454 – Asolo, 10 luglio 1510), nobildonna veneziana, fu regina di Cipro ed Armenia.
Figlia del veneziano Marco Cornaro e di Fiorenza Crispo, apparteneva a una delle famiglie più ricche ed influenti della Serenissima, i Corner.
Fu educata in monastero a Padova fino all'età di 14 anni. Prescelta come sposa del re di Cipro e di Armenia Giacomo II di Lusignano, si sposò per procura il 30 luglio 1468. Le fu attribuito dal Senato veneto l'appellativo di "Figlia adottiva della Repubblica" onore mai tributato a nessuna donna prima di lei.
Solo nel 1472 Caterina venne condotta a Cipro, dove a Famagosta furono celebrate nozze sontuose. Un anno dopo il re morì lasciando la vedova incinta. Cipro cadde quindi sotto l'influenza veneziana.
Nella notte del 13 novembre 1473, un gruppo di nobili catalani capeggiati dal vescovo di Nicosia, che si volevano liberare del dominio veneziano, entrarono nel palazzo e rapirono il piccolo Giacomo III, uccidendo i parenti della donna davanti ai suoi occhi. Venezia inviò una flotta e un esercito e catturò i nobili dissidenti al soldo del Re di Napoli e del Duca di Savoia. Caterina continuò a regnare sotto la costante protezione della Repubblica di Venezia e sotto stretta sorveglianza, anche dopo la morte di suo figlio Giacomo III avvenuta per febbri malariche nel 1474.
Nell'ottobre 1488 fu scoperta un'altra congiura, ordita ancora dai nobili catalani. Venezia represse di nuovo la ribellione e decise di richiamare Caterina costringendola ad abdicare a favore della Repubblica. A seguito del suo rifiuto, fu minacciata che nel caso di disobbedienza sarebbe stata spogliata di tutti i privilegi e sarebbe stata trattata come ribelle. Il 26 febbraio 1489 avvenne l'atto ufficiale dell'abdicazione di Caterina in favore della Repubblica Veneta. Il 18 marzo, vestita di nero, la Regina lasciò per sempre l'isola di Cipro.
Venezia accolse la sua figlia in maniera trionfale. Sedette sul Bucintoro accanto al doge e fu nominata domina Aceli (signora di Asolo) conservando tuttavia anche negli atti ufficiali il titolo e il rango di regina.
Lo sbarco di Caterina Cornaro a Venezia


Sul territorio di Asolo, Caterina ottenne gli stessi poteri del doge. Gli unici limiti erano imposti dalla Repubblica Veneta: non poteva far subire ai sudditi nessun onere o angheria e non poteva ospitare chi non fosse gradito al doge.
Caterina richiamò alla sua corte artisti e letterati, tra cui Giorgione, Lorenzo Lotto, Pietro Bembo, che qui ambientò Gli Asolani.
Nel 1509, all'avanzare delle truppe imperiali di Massimiliano I d'Asburgo, Caterina si rifugiò a Venezia.

Il Castello di Asolo

Ritornata nel suo castello e tra gli asolani che tanto l'amavano, fuggì di nuovo quando le truppe tedesche si affacciarono alle porte di Altivole.
Ormai provata, morì a Venezia il 10 luglio 1510 e venne tumulata nella Chiesa dei Santi Apostoli. Alla sua morte, fu tanta la folla che volle partecipare al rito funebre che i Provveditori fecero costruire un ponte di barche da Rialto a Santa Sofia per permettere un migliore deflusso.
La salma rimase solo pochi anni nella chiesa dei Santi Apostoli perché, a causa della costruzione della nuova chiesa, nel 1575 venne trasferita nella Chiesa di San Salvador, dove tuttora riposa.

Ancora oggi, il 5 settembre di ogni anno a Venezia si festeggia la Regata Storica in ricordo proprio dell'accoglienza riservata alla Regina di Cipro al suo ritorno.

lunedì 9 giugno 2008

MA QUALI VACANZE...!

Eccomi, sana e salva, sopravvissuta all'ultima settimana di scuola... erano anni che non sognavo tanto disperatamente il trillare dell'ultima campanella!
L'ultimo giorno è stato tutto abbracci, baci dei bimbi più piccoli, disegni, regalini e tanti "arrivederci". I più piccoli continuavano a dirmi che mi aspettavano a settembre e che potevo portare anche la carrozzina con il piccolo Alessandro, tanto loro sarebbero stati molto buoni e mi avrebbero aiutata ad accudirlo... erano commoventi e sembravano tanti angioletti, al punto che mi sono commossa più volte!
I genitori dei bimbi mi hanno regalato un orsetto e un completino per il bimbo, accompagnati da una lettera che è il più bel ringraziamento che potessi ricevere per la passione con cui faccio il mio lavoro... E giù altre lacrime... Sono diventata una specie di fontanella!
Però questa pausa ci voleva proprio, cominciavo a risentire della stanchezza per aver voluto portare a termine l'anno scolastico. Ora non so fino a quando sarò in pausa, nel senso che il mio contratto è annuale, quindi il mio futuro è quantomai incerto. Ma ora ho tante cose su cui concentrarmi e poi voglio godermi il mio bimbo il più possibile, che tutto il resto mi sembrano problemi lontani anni luce o comunque meno importanti.
Venerdì ho fatto l'ultima ecografia: il piccino questa volta si vedeva benissimo e ho anche sbirciato il suo profilo e l'ho spiato un po' mentre si ciucciava il pollice. Il dottore è stato bravissimo e mi ha molto tranquillizzata. Ora questo teppistello pesa quasi 2 kg e si è già girato a testa in giù, quasi volesse rassicurarmi sul fatto che manca davvero poco e poi ci guarderemo negli occhi.
Queste ultime sette settimane saranno dedicate ai lavori di casa: devo lavare e stirare il corredino, scegliere la carrozzina e fare la lista delle cose che mancano per l'arrivo del bimbo. La mia valigia per l'ospedale, invece, è già pronta, infilata sotto il letto, perché io sono una persona un tantino ansiosa...
Oltre ad avere finalmente tempo per curare il mio blog e tornare a visitare regolarmente i blog amici, finalmente metterò ordine tra le mie foto in versione panciona, scriverò sul diario di nascita che regalerò ad Alessandro quando saprà leggere e farò lunghe passeggiate, perché, alla fine, io ferma e a riposo, proprio non ci riesco a stare!
Del resto questo periodo è come se fossero le mie ferie, visto che quest'anno prevedo un mese di agosto quanto mai casalingo e confido nell'ausilio dell'aria condizionata.
Intanto sono andata, insieme a mio marito, "in gita" a visitare il reparto di maternità dell'ospedale in cui ho deciso di far nascere il mio bambino: è un'esperienza che consiglio a tutte le mamme in attesa. Le infermiere del nido e le ostetriche sono state di una gentilezza infinita e io sono uscita di li con la certezza che tutto andrà bene e che la nascita è davvero un evento naturale. Mi sono sentita protetta e ascoltata e tutte le mie curiosità hanno avuto risposta: mi hanno perfino fatto visitare la sala parto e vedere la vasca per il parto in acqua! Non so se questa mia affermazione sia da considerarsi pubblicità ad una struttura sanitaria, ma io non posso che esprimere un parere, per ora, più che positivo sul nuovo ospedale di Mestre che è stato aperto da poche settimane. E per una volta che si può esprimere un giudizio favorevole su un'opera pubblica, in un periodo in cui si sente tanto parlare di sprechi e mala sanità, questo mi sembra di buon auspicio per un futuro in cui qualcosa comincerà a cambiare.

Infine, per soddisfare la curiosità di chi vuole farsi due risate osservando che forma assume una donna all'ottavo mese di gravidanza... eccomi qui sopra in versione Gabibbo!


sabato 17 maggio 2008

PAUSA FORZATA...

Purtroppo ho pochissimo tempo per tenere aggiornato il blog... Spero sia solo una parentesi, credo infatti che con la fine della scuola, e di conseguenza del mio lavoro, avrò finalmente giornate più rilassanti e maggior tempo per me, prima che il teppistello che sta nel mio pancione decida di nascere!
Scrivo queste poche righe mentre mi si stanno già chiudendo gli occhi per il sonno che mi coglie improvvisamente ogni sera e al quale non c'è modo di resistere... Sono diventata più sedentaria di una patella, ma tra il corso pre-parto, la ginnastica sempre pre-parto, la scuola, le visite mediche, gli esami di controllo, arrivo all'ora di cena che non vedo l'ora di appisolarmi sul divano davanti ad un film noleggiato di cui, inesorabilmente, non vedrò la fine.
Questi ultimi due mesi sono davvero duri, a livello fisico, intendo. Ormai sono una forma umanoide di balenottera azzurra, ma talvolta riesco anche a vedermi ancora carina, anche se le mie alunne mi hanno soprannominata Barbie incinta, a causa del mio look rosa confetto, frutto di una grave forma di regressione infantile di fronte alle vetrine di abiti pre-maman.
Mia sorella, a grande richiesta di amiche serpi che ridono del mio perduto punto vita, ha diffuso sul web le foto che immortalano la mia perduta forma fisica... Potere e maledizione di Facebook!
Vorrei fare mille cose, ma le energie scarseggiano... Beh, ho deciso che in questo periodo il mio motto è take it easy, perciò sono molto indulgente anche con me stessa. Ecco un altro aspetto positivo della maternità.
Mi riprometto spesso di passare a salutare tutti gli amici blogger, ma inevitabilmente non ci riesco. Però vi leggo spesso, magari saltellando di post in post nelle pause che mi concedo durante la giornata. Sappiate che vi voglio virtualmente bene, a tutti, e vi sento vicini come una presenza amica.
Non vedo l'ora di mostrarvi il mio bambino, che sono sicura sarà un vero terremoto, se il caratterino è quello che dimostra già ora che se ne sta nella pancia: basta che io sia in una posizione un poco scomoda o che un rumore improvviso lo disturbi e lui si fa sentire con calci e pugnetti sempre più vigorosi. Ecco perché lo abbiamo soprannominato "teppistello".
Ora Alessandro si è stufato di una mamma che in posizione seduta lo schiaccia contro il tavolo del pc, perciò ligia al mio dovere vado a spiaggiarmi sul divano con una tisana e il libro che ormai è diventato la mia Bibbia: Sarò mamma.

domenica 27 aprile 2008

STORIE DEL BOSCO ANTICO

Rieccomi, dopo la breve, ma intensa, parentesi politica del mio blog.
Spero soltanto che nessuno si sia eccessivamente annoiato o che si sia offeso per i contenuti dei commenti. Personalmente ho trovato interessante il dibattito che è scaturito dal mio post post-elezioni (ops! Scusate il gioco di parole!) e credo che quando si presenterà una nuova occasione, tornerò a scrivere qualcosa sulla politica e sull'attualità, fermo restando che quello che esprimo qui è sempre il mio personale ed opinabile punto di vista.

Ma ora torniamo ad uno dei temi principali di questo blog. I libri.
Mai come in questo periodo i libri mi stanno tenendo compagnia, dal momento che a causa della mia mole sempre più simile a quella di Moby Dick, le mie serate trascorrono in postazione semi-permanente sul divano, con brevi pause per rifornirmi di gelato dal freezer.
Le letture sono sempre accompagnate da sottofondo musicale e il piccolo Alessandro si sta facendo una sessione intensiva di ascolto di opera lirica. La odierà o la amerà senza riserve, credo.

L'ultima gita in libreria, mi ha portata alla scoperta di un autore che conoscevo solo di nome: Mauro Corona. Ora, non so se si possa definire esclusivamente "autore" un personaggio eclettico come lo scrittore-artista-alpinista friulano.
Sicuramente la personalità limpida, essenziale ed eclettica di quest'uomo di montagna, è tutta nelle pagine che scrive.
Io cercavo dei racconti sulla natura, per fare un laboratorio di lettura con i miei bambini e mi sono imbattuta nelle Storie del bosco antico.
Leggere che gli alberi raccontano storie, ma bisogna essere persone speciali per sentirne la voce, mi è sembrata una frase bellissima per iniziare il mio laboratorio e stimolare i bambini all'ascolto.
E in effetti, in questo libro, Mauro Corona ha raccolto le storie più belle che i suoi amici alberi gli hanno sussurrato durante le lunghe camminate nel silenzio delle valli e dei pendii innevati che circondano il paesino di Erto.
Queste fiabe sono rivolte ad un pubblico non solo di ragazzi, ma anche a tutti quegli adulti che hanno voglia di riscoprire il respiro immenso della natura, il soffio del vento che porta con se ricordi lontanissimi nel tempo.
In un tempo molto lontano, un Dio paziente e divertito ripara ai torti e ai piccoli errori del suo creato, ascolta le lamentele degli animali più deboli, esaudisce i desideri più buffi, si prodiga perché non ci siano ingiustizie. Così il becco di un'aquila spietata si scontrerà contro la roccia e diventerà curvo; l'allocco stufo di essere richiesto della sua dottissima opinione riuscirà ad ottenere in dono un'espressione sciocca; il ghiro che soffre di malinconie invernali sarà omaggiato di un sonno profondo; la lucertola sempre acchiappata per la coda ne otterrà una "fragile come cipria". Miti e leggende di un bosco che diventa sacro per chi lo conosce e lo ama come Mauro Corona.
Consiglio vivamente di leggere anche Nel legno e nella pietra, il primo libro sulla vita dell'autore. Un'incredibile parata di volti e personaggi volti e personaggi che sembrano intagliati "nel legno e nella pietra", folli ed eroici, ammiccanti tra boschi, dirupi montani e panche di osteria. Sono uomini e donne della montagna: bevitori impenitenti, selvatici, talvolta violenti, ma facili alla commozione come fanciulli. Sono vecchie, madri-coraggio, venditori ambulanti; sono fantasmi benevoli e maligni, spiriti dei boschi che conoscono il linguaggio delle foglie e del vento, anime inquiete che popolano le valli, i burroni, e i sentieri del Vajont. La Vita e la Morte, entrambe figlie del Destino, sono presenti appaiate in tutte queste storie, ricche di una moralità semplice e aspra, che corrisponde al senso dell'onore, dove i vecchi maestri impartiscono vitali insegnamenti con antica sapienza.
E se volete, visitate il sito ufficiale di questo personaggio moderno e antico allo stesso tempo, tanto reale quanto inafferrabile, come uno spiritello dei boschi.

martedì 15 aprile 2008

SPERIAMO SIA LA VOLTA BUONA!

La maratona elettorale è finita. E i risultati elettorali parlano chiaro.
Berlusconi ha ottenuto una vittoria travolgente e sarà per la terza volta primo ministro. Sia alla Camera che al Senato avrà una salda maggioranza di seggi.
Il Cavaliere deve in gran parte la sua vittoria all'enorme successo della Lega che però è sempre stato un fedele alleato, pur portando avanti con fierezza le proprie idee di partito fortemente legato al territorio.

A quanto pare, alla fine di una campagna in cui la gente ha guardato più alla storia politica dei due contendenti che ai programmi, gli italiani hanno dato a Berlusconi l'ultima chance per cambiare il Paese.
Gli elettori non si sono fatti incantare dal "nuovismo" di Veltroni, che non si è potuto smarcare dalla catastrofica eredità del Governo Prodi. Del resto, disastri combinati dal governo di centro-sinistra erano sotto gli occhi di tutti. Il Pd ha dovuto incassare la sconfitta.
Per quanto riguarda la sinistra, però, va aggiunto che emerge da queste elezioni un dato di fondamentale importanza: la nascita, finalmente, di una sinistra di stampo europeo, che si spera manterrà le premesse, espresse nei toni pacati della campagna elettorale enella telefonata di auguri di Veltroni a Berlusconi.
Per la prima volta chi ha portato il nome “comunista” non sarà presente in Parlamento. Il PD ha cancellato dalla scena politica il fondamentalismo ideologico della sinistra massimalista, fuori tempo e fuori luogo. Dopo 60 anni, era ora.
Ora per il Cavaliere comincia la fase più difficile: il governo. Si spera che abbia fatto tesoro degli errori commessi e soprattutto, ben sapendo che questa è la sua ultima occasione, tra 5 anni ci riconsegni un'Italia diversa da quella di oggi e con più fiducia nel futuro.

lunedì 31 marzo 2008

FIOCCO AZZURRO IN ARRIVO!

Rieccomi dopo la lunga pausa, non solo dettata dalle vacanze pasquali, quanto dai lavori di restauro per la cameretta del nascituro!
Ebbene si, ho approfittato della presenza di mamma e papà per fare le grandi pulizie e tinteggiare la cameretta del bimbo che arriverà.
Poiché fino a martedì scorso la sua identità era una sorpresa, avevo optato per un tenerissimo color giallo pulcino, che ben si sarebbe abbinato a dettagli rosa oppure azzurri. Ma ora non ci sono più dubbi: è in arrivo Alessandro... sicuramente sarà un grande, con un nome tanto importante!
Ho quasi interamente sacrificato il mio studio/stanza ospiti. Sono riuscita solo a salvare un angolino per il mio pc e il poster del mio mito al femminile, l'elegantissima Audrey Hepburn, ora affiancata da un'illustrazione di Beatrix Potter che raffigura Peter Coniglio.
Per il resto tutto è pronto per accogliere la mia vecchia culla di vimini, opportunamente restaurata e colma di pizzi inamidati dalla futura bisnonna.
La mia schiena è a pezzi, le mani sembrano quelle di un carrettiere, ma il risultato è bellissimo e molto solare: proprio quello che ci vuole per accogliere un bimbo che nascerà sotto il ruggente segno del leone, come la sua mamma!
Ci tengo molto a condividere la mia gioia con tutti voi che leggete questo mio piccolo angolo di sfoghi e riflessioni. In tutti questi mesi il blog è stato (e continuerà ad essere!) un mezzo di confronto, un confidente, uno scambio di voci, molte delle quali sono diventate voci amiche. Io ringrazio tutti quelli che hanno la gentilezza di lasciare un commento, un pensiero, quelli che mi fanno gli auguri per la maternità, chi mi scrive incoraggiamenti o frasi gentili, che fanno bene al cuore. Ringrazio quelli che aprono un dialogo su temi più generali, chi mi legge abitualmente e chi passa di qui solo per caso. Apprezzo chi mi fa osservazioni, anche critiche (ma noto che siete quasi sempre molto buoni...non è che i pancioni vi inteneriscono a tal punto??!) e spero che il mio salotto rosa possa continuare a crescere con il clima di serenità che vi si respira ora.
Proprio per il legame che si è instaurato con chi mi legge, vorrei raccontare l'emozione dell'ultima ecografia, vorrei rendere partecipi tutti voi delle emozioni immense e uniche che ho provato mentre il mio bambino si mostrava sul monitor in tutta la sua minuscola perfezione. Ma non sono una scrittrice tanto brava.
Posso solo dire che la mia mamma e il mio papà erano li con me, visto che Giorgio non poteva esserci ed era tanto strano sentirmi al tempo stesso figlia e mamma.
Potrei raccontarvi dell'emozione di vedere un piccolo cuore che batte forte e che racchiude il mistero e il desiderio della vita e potrei dirvi del sollievo immenso che si prova quando il medico ti dice che va tutto bene, che il bambino è vitale e cresce bene.
Non saprei bene come raccontare la mia uscita dall'ambulatorio, perchè ero talmente felice e serena che mi è presa una strana sonnolenza: di colpo mi sono rilassata e sentivo l'esigenza di dormire. Avevo in testa solo un nome che rimbombava: Alessandro...Alessandro... Quando ho chiamato mio marito l'ho chiamato Ale, e li abbiamo capito che il nome era stato scelto!
Forse se queste parole le leggerà qualche mamma, capirà cosa voglio dire. A tutti gli altri posso solo augurare di provare, un giorno, un'emozione così grande: che sia per la nascita di un figlio o per un altro motivo, non importa. Quello che importa, è provarle certe emozioni, perché ti fanno capire che la vita è bella, che è un dono immenso, che il senso della vita, è nella vita stessa.

mercoledì 19 marzo 2008

LA VERGOGNA DEL SILENZIO

Accolgo con enorme piacere l'invito di Isabel Green a scrivere un post sulla tragica situazione che sta vivendo il Tibet in questi giorni.

Se penso al Tibet a me viene in mente la pace, la calma di paesaggi mozzafiato e di un cielo così blu che lo puoi vedere soltanto li. E invece, in queste ultime settimane, in Tibet si è scatenato un inferno di violenza. Ma anche le tragedie hanno un'incubazione, non si manifestano da un giorno all'altro. E per tanto, troppo tempo, il mondo intero è stato inerte ad osservare la sofferenza del popolo tibetano.
Il silenzio può essere davvero prezioso, ma anche vergognoso.
Oggi è sotto gli occhi di tutti la violenta repressione della protesta tibetana, ad opera del governo cinese. È una situazione inaccettabile, sotto qualsiasi punto di vista, per ogni Paese che si dichiari civile e ancor più, è vergognoso il silenzio che per anni ha avvolto la triste condizione dei tibetani, vittime di ogni genere di sopruso da parte della Cina.
Oggi, i manifestanti e i monaci buddisti che chiedono autonomia da un governo che li ha invasi più di cinquant’anni fa, vengono picchiati, torturati e uccisi dall’esercito invasore.
La pulizia etnica e culturale messa in atto con tanta violenza dai comunisti cinesi non ha nulla di diverso dalla pulizia etnica che misero in atto i nazisti. L’uomo non impara dai suoi errori e nemmeno dai suoi orrori.
La cosa però che più mi sconvolge è: perché tutto questo silenzio? Perché non ho ancora visto uno dei tanti centri sociali soliti a bruciar bandiere statunitensi, mettere al rogo qualche bella bandiera cinese? Dove sono anche questa volta i pacifinti e i girotondini con i loro cortei e le loro bandiere arcobaleno? Dov'è la Sgrena? Dov'è Emergency? Dov'è Pecoraro? Dov'è Diliberto?
Queste domande me le ero già poste qualche tempo fa, quando ad essere picchiati, torturati e privati di ogni diritto umano davanti alle televisioni di tutto il mondo erano stati i monaci birmani. E me lo sono chiesta quando il governo italiano si è rifiutato di ricevere il Dalai Lama. Evidentemente Il Dalai Lama è un Nobel per la Pace scomodo.
A me questo levarsi di voci, di “non boicottiamo i Giochi Olimpici di Pechino, in modo da dare alla Cina un esempio di libertà” mi sa tanto di ipocrisia. La Cina sa cos’è la libertà, ma se ne infischia. Come se ne infischia di diritti civili e umani. Come fa qualsiasi dittatura. Senza contare che per i cinesi lo sport non è vissuto con spirito di fratellanza e di libertà, ma come una durissima disciplina.
L’unica cosa ingiusta nel boicottare le Olimpiadi, sarebbe negare un’occasione a tutti quegli atleti che hanno onestamente faticato per anni, per vivere quelle magiche giornate di pacifico confronto sportivo tra
diversi Paesi.

Ecco, quello che pensavo l'ho detto. Forse non tutti condivideranno il mio punto di vista, ma invito chiunque legga questo post a interrompere questo vergognoso silenzio e, qualora lo volesse, a parlare dalle pagine del proprio blog o sito di questa tragedia, che tocca le coscienze di tutti noi.

giovedì 13 marzo 2008

MEME MANGERECCIO

Fabio mi passa questo Meme, affatto sgradevole, anzi, visto la mia fame insaziabile di questo periodo, casca proprio alla perfezione…Ora, spero di risolverlo senza troppe interruzioni per recarmi in cucina a compiere spedizioni punitive nei confronti del frigorifero (ma per precauzione ho davanti a me una fetta di pane burro e zucchero…).
Ecco (In assoluto e disordinato ordine sparso!) la mia lista "Un accostamento da Dio. I miei 10 abbinamenti golosi”.
  • Pane, burro e zucchero (ricordo delle merende infantili)

Vol-au-vent con fonduta e tartufo (quello bianco, di Alba e la fonduta rigorosamente di sola fontina valdostana…le origini piemontesi a volte emergono prepotentemente!)

Bresaola della Valtellina e Parmigiano Reggiano con aceto balsamico (ogni tanto si deve pur stare leggerini, ma con gusto!)

Stinco di maiale e patate al forno (avete presente le patate croccanti che cuociono con il grassetto della carne sciolto in forno…)

Apfelstrudel e salsa alla vaniglia (e qui entra in gioco la mia parte trentina!)

Gnocco fritto (o tigella) e culatello (nobile alternativa al più classico panino!)

Gelato alla crema e salsa di lamponi calda

Cotoletta alla milanese e insalatona di pomodori e cipolla di Tropea

Lasagne con ragù e besciamella (fatte in casa, of course! E la sottoscritta se la cava egregiamente!)

Peperoni al forno e bagna caoda (è un antipasto per cui la vita sociale di un individuo ne risente per un paio di giorni!)

Non passo questo Meme, perché credo che abbia già spopolato quanto basta, ma se qualcuno manca all’appello…prego!

C’è un’iniziativa carina che sta impazzando tra i blog: il Foca Pride.

Io devo ringraziare Scorpio che mi ha conferito il Premio Foca Prenatal… è stato un pensiero davvero carino, grazie! Ed ecco le "foche" che ho deciso di premiare:

Premio Foca Letteraria a Fabio che ha scritto una poesia così bella dedicata alla sua Narni da aver quasi offuscato la fama del Vate.
Premio Foca Curiosa a
Glittervictim perché leggendo il suo blog scopro sempre tante iniziative interessanti nonché curiosità che mettono anche il buonumore!
Premio Foca Gossip a
Andrea perché il suo blog riporta le notizie più strambe ed è molto più divertente di “Lo sai perché?”.

martedì 11 marzo 2008

PULCINI, CONIGLIETTI E CIOCCOLATINI

Tempo di lavoretti Pasquali... E chi non si ricorda i vecchi lavoretti che ad ogni festa venivano donati orgogliosamente a nonni e genitori orgogliosi della bravura dei loro piccoli artisti in erba?
Purtroppo ho potuto constatare che nelle scuole elementari si sta un po' perdendo questa vecchia abitudine, che peraltro io trovo molto educativa perché permette di stimolare la manualità e la creatività dei ragazzini e insegna anche che si può giocare e divertirsi con poco, a volte anche con materiali di riciclo. E in un'epoca in cui un ragazzino che non ha l'ultimissimo modello di Play Station si sente un emarginato, questo aspetto non mi sembra di poco conto.
Così ho deciso di correre ai ripari e anche a Natale mi ero cimentata con i ragazzini delle elementari dove faccio il doposcuola, in lavoretti tematici.
Per Pasqua siamo nel pieno dei preparativi: tra tempera a e colla non vi dico in che condizioni io vengo a casa (la settimana scorsa sono andata al supermercato all'uscita da scuola e la gente mi guardava stranita...poi ho scoperto che avevo un po' di tempera verde sulla guancia a mo' di fard e piumette gialle appiccicate in testa... ancora un po' e il personale del supermercato mi esponeva tra le decorazioni pasquali!) e la mia macchina sembra il deposito di un rigattiere. Ma il cartellone primaverile che stiamo dipingendo è bellissimo, che agli arazzi fiamminghi gli fa un baffo, con tutti i tipi di fiori che ci abbiamo messo e i cestini a forma di coniglietto che sono il mio tormento, visto che mi sono incaricata di ritagliare tutte le parti piccoline, per evitare duelli di classe a suon di forbicine con la punta tonda, sono quasi finiti (l'altra sera Giorgio è arrivato a casa e io ero talmente assorta dal ritaglio che gli ho gridato un "Ciao amore, finisco di tagliare un po' di conigli e arrivo!"...credo che abbia pensato che la gravidanza mi sta portando verso una soglia di pazzia irrecuperabile!).
L'unico inconveniente di queste attività è la tonnellata di cioccolatini che sto mangiando. Sarà anche vero che la cioccolata apporta buone quantità di ferro, pertanto in gravidanza se ne consiglia l'utilizzo, ma se ogni volta che metto un ovetto in un cestino, uno finisce in bocca, credo che o il mio bambino nascerà più forzuto di Braccio di Ferro (cioccolata, altro che spinaci!), o io tra poco mi ritroverò con i trigliceridi alle stelle. Ergo, da oggi proverò a stare a dieta di cioccolatini (mentre scrivo questo post ho mangiato una barretta kinder!).
A parte i buoni propositi non mantenuti (leggi alimentazione corretta e non esagerate quantità di cibo, ma io HO FAME!) mi sto comportando bene: vado a nanna presto, non ho più nessuna nostalgia delle sigarette e mi sono andata a informare sul corso pre-parto: lo inizierò a maggio. Sto pensando di fare un po' di nuoto perché non sono abituata a non fare sport per così tanto tempo e questo mi fa sentire ancora più pesante, ma devo sentire il parere del cardiologo perché soffro di una leggera dispnea, infatti giovedì ho la visita con elettrocardiogramma.

Di seguito vi lascio le istruzioni per i "Pulcini pasqualini", se qualcuno avesse bimbi/cugini/nipoti da intrattenere, può essere un'idea: non sapete che meraviglia bearmi del silenzio che c'è in classe e osservare quelle manine affaccendate a fare gomitoli, maschietti inclusi, alla faccia di chi pensa che certe attività siano "lavori da donne" (poi sul fatto che Luca mi abbia fatto un pulcino blu e verde con il becco e gli occhi rossi, dichiarando fiero che è un pulcino assassino e carnivoro, beh, questo introdurrebbe una lunga disquisizione di carattere socio-antropologico che chiamerebbe in causa perfino i Pokemon...)

Occorrente:

Lana (solitamente gialla o bianca, ma la fantasia non ha limiti!)
Un po' di cartoncino arancione o giallo o rosso
Cartoncino di recupero di qualsiasi colore (va benissimo quello delle buste dei collant)
Forbici
Colla
Pennarello nero

Prima di tutto bisogna fare il corpo del pulcino legando insieme due pon-pon di lana. Per fare i pon-pon bisogna prendere il cartoncino di recupero e disegnare due ciambelle identiche usando degli oggetti rotondi, come un bicchiere per il cerchio grande ed una moneta per quello piccolo, o al massimo un compasso. Dopo aver disegnato i due cerchi che formano la ciambella bisogna ritagliarli. Una volta ritagliate, sovrapponiamo le due ciambelle. A questo punto prendiamo la lana e cominciamo a srotolarne un po'. Partendo dall'estremità del filo, arrotoliamo la lana intorno alle ciambelle finché saranno completamente coperte. A questo punto, infiliamo le forbici tra il cartoncino e il filo arrotolato e tagliamo la lana lungo tutto il lato esterno del cerchio, facendo attenzione a non fare uscire la lana dai cartoncini. Ora, prendiamo un altro pezzettino di lana un po' lungo, lo facciamo passare tra le due ciambelle e facciamo un bel nodo. Sfiliamo le ciambelle dalla lana arrotolata e abbiamo il nostro primo pon-pon. Quindi siamo pronti per ripetere il procedimento ed avere il secondo pon-pon! Quando sono finiti entrambi, li leghiamo insieme col filo con i quali li abbiamo stretti e abbiamo il corpo. Ma come facciamo a far capire che è un pulcino? Disegniamo zampine, becco (e crestina se volete fare una gallinella) sul cartoncino arancione, gli occhi (che possono essere fatti con un pezzetto di stoffa nera o disegnati su un cartoncino neutro con il pennarello), ritagliamo tutti i particolari e li incolliamo sul corpo del pulcino.

Spero che non me ne vogliate se lo spirito di Muciaccia si è temporaneamente impossessato di me...

martedì 4 marzo 2008

PICCOLE PERLE DEL TRENTINO

Sono tornata da un week-end da favola immersa nella quiete del Südtirol.
Sterzing, ossia Vipiteno è davvero una delizia, anche lontano dal periodo dei celebri mercatini natalizi. Cittadina ricca di storia e di tradizioni, capace di conservare inalterato il suo carattere romantico e pittoresco, Vipiteno si colloca esattamente a metà strada tra Innsbruck e Bolzano. Il centro storico di questa cittadina alpina, una volta dimora di re ed imperatori, è oggi un piccolo gioiello di architettura medievale armoniosamente inserita nella corona di montagne circostante.
La cucina è ottima, un vero attentato alla linea, ma tanto, la mia di linea è ormai sferica per ben altri motivi che non per una fetta di Sachertorte di troppo!
Altre delizie visitate in questi due giorni e che consiglio vivamente di prendere in considerazione per una pausa rigenerante fuori dai più famosi percorsi turistici sono: l'Abbazia di Novacella e la cittadina di Bressanone.
Si arriva a Novacella per molte strade. Per la via della fede che conduce, come ha condotto per quasi mille anni, pellegrini e viandanti per la via del Brennero verso Roma; per la via dell'arte che conduce in questo complesso architettonico per ammirarne le varie epoche e i vari monumenti "stratificati" nei secoli; per la via della cultura che porta qui per i preziosi codici che essa contiene e per la moderna biblioteca di educazione ambientale, una delle più fornite del paese.
E ci si reca a Novacella per i suoi vini. L'Abbazia, retta dai monaci agostiniani ha infatti tra le sua attività anche la produzione di eccellenti vini bianchi, degni della migliore tradizione enologica altoatesina.

Ieri invece sono andata a fare la visita di controllo. Tutto bene, ho anche sentito il cuoricino del bambino che galoppava forte e il ginecologo ha percepito i suoi movimenti. Se è per questo sembra anche a me di cominciare a sentire un specie di sarfallio nella pancia, soprattutto la sera, quando mi rilasso. E' una sensazione stranissima, a volte sembra di avere il solletico, ma viene da dentro, altre volte mi sembra di avere un macigno sulla stomaco, come se avessi mangiato un sasso.

L'unico piccolo fastidio, è il fiatone che mi prende dopo mezza rampa di scale: in montagna ero ridicola perché, siccome sono testarda, ho voluto almeno fare qualche passeggiata. Dopo poco cominciavo a camminare come un paperotto e in salita mi sembrava quasi di dondolare pericolosamente all'indietro. Inoltre venivo assalita da veri e propri attacchi di fame, sopiti a morsi di bretzel.

P.S. Mi permetto di fare un po' di campagna elettorale per fini personali e ricordo a tutti che sono aperte le votazioni per il concorso indetto da Baol. La mia foto è la numero 23...se vi piace, votatela qui. Avete tempo fino al 10 marzo.

venerdì 29 febbraio 2008

LA BELLE EPOQUE

Sto per partire per un rilassante week-end a Vipiteno. Quest'anno gli sci rimarranno appesi al chiodo, ma l'Alto Adige offre altre delizie, oltre alle piste innevate, prima fra tutte la vasta scelta di dolci reperibile nelle konditoreien.
Detto questo nell' augurarvi un fine settimana rigenerante, vi lascio la recensione della mostra sulla Belle Epoque, allestita a Rovigo, nella bella sede di palazzo Roverella. Se qualcuno passasse dal Veneto nei prossimi giorni, potrebbe approfittare per visitare qualcosa di alternativo a Venezia e scoprire una raccolta di quadri dal sapore deliziosamente salottiero.

La Belle Epoque: poco meno di quarant’anni di storia europea connotati da un tumultuoso sviluppo, da una incrollabile fede nel progresso, dalla spensieratezza e dalle belle donne.
La luce elettrica annullava le differenze tra il giorno e la notte, facendo sfavillare vetrine accattivanti, teatri, cabaret e cinema gli incontri si susseguivano ad un ritmo vorticoso. Tutto sembrava permesso e possibile. Denaro e ottimismo parevano destinati a non finire mai, accendevano i sensi e garantivano l’appagamento di ogni voglia. Persino le malattie facevano meno paura. A tenerle a bada intervenivano le continue scoperte della scienza.
A Parigi si innalzava la Tour Eiffel e si vivevano i fasti dell’Esposizione Universale, si celebrava il ritorno delle Olimpiadi. Un milione di chilometri di binari attendeva merci e viaggiatori, nuovi e lussuosi modelli di automobili sfrecciavano lungo strade piene di vita, rese ancora più colorate dai grandi manifesti che affermavano il nuovo modo di vendere e di vivere.
Euforia e frivolezza dominavano, anche se sotto la superficie serpeggiava un malessere che sfociò nel dramma della Grande Guerra.
L’arte seppe farsi specchio di questi tempi. Registrando il trionfo del beau monde, un paradiso in terra, ma intimamente minato, o forse solo sottolineato, dai più diversi eccessi. Così in Francia, ma anche in Italia.
Il nostro Paese, visse i “Bei Tempi” forse, un po’ meno splendenti, rilucenti e intensi che nella capitale d’oltralpe. Tuttavia fu un'epoca magica e unica. Boldini, De Nittis, Zandomeneghi, Corcos, Gioli, Banti e Panerai vivendo tra l’una e l’altra capitale mutuarono l’allure parigina coniugandola ai fermenti italiani. Altri artisti, da Casorati, Boccioni, Bonzagni, Bocchi sino allo stesso Cavaglieri, hanno reso eterni quei momenti, quei protagonisti, quelle atmosfere.
La mostra propone circa 110 dipinti e una trentina di affiches. Per raccontare, lungo il fil rouge del ritratto femminile, ma non solo, le mode e le pose, le pause dell’intimità e della ricreazione, i momenti pubblici con le escursioni al parco o alle riviere, le promenade e i rendez-vous, le sfilate di moda, le gite al lago o al mare, la vita notturna nei teatri, i veglioni, i casinò, le passeggiate a cavallo, i riti mondani, le galanterie ma anche i vizi e gli eccessi di quest’epoca.
Al centro sempre lei, la donna. Tra vanità e seduzione, tra l’autoreferenzialità del lusso, fantasie e vanità senza freno e gli estremi dell’alcol e della morfina. Specchio di un tempo nel quale l’obbligo della felicità, imprescindibile, diventava sempre più emotivamente oneroso. Alla divulgazione e alla formazione di miti e modelli provvedevano gli affichistes, i pubblicitari di allora, in primis quel Leonetto Cappiello che come pochi altri seppe connotare la pubblicità di quegli “anni belli”. Quei colorati cartelloni per molti rappresentavano l’irraggiungibilità di un miraggio, per altri la certezza dell’oggi. All’orizzonte, tensioni sociali, scontenti, rivolgimenti che portarono a offuscare le melodie delle orchestre con il cupo rombo dei cannoni.

mercoledì 27 febbraio 2008

TUTTO PROCEDE BENE!

Era questa la notizia che aspettavo con ansia prima di tornare a scrivere qualcosa... Non so, mi è preso uno strano spirito di scaramanzia, da quando ho fatto il prelievo per il tritest.
Quando poi ho aperto la busta e ho visto che tutti i valori erano nella norma e l'indice di rischio molto basso rientrava negli standard, mi sono talmente rilassata che sono scoppiata a piangere nel parcheggio dell'ospedale.
Ora, io l'ho vissuto con una tale ansia che non so se ripeterei un tale esame. Dico questo anche perché io data la mia età, non rientro nella categoria di donne a rischio per eventuali gravidanze che presentino anomalie. Infatti non ho fatto nessun esame diagnostico (amniocentesi e villocentesi), anche perché ero spaventata dall'indice di rischio (seppure bassissimo) di perdere il bambino in seguito ad un esame invasivo.
Su consiglio del mio medico ho però fatto questo banalissimo prelievo del sangue, che però è molto importante perché permette di dosare gli ormoni che il bambino rilascia nell'organismo della mamma e quindi di calcolare l'indice di probabilità di difetti cromosomici. Ci tengo a precisare che non si tratta di un esame diagnostico, ma, per quanto accurato, di un calcolo di rischio su base statistica.
Nella settimana in cui ho atteso il risultato, ero così nervosa che la mia mamma è venuta qualche giorno da me a farmi compagnia. Mi sono sentita coccolata e ho messo un po' da parte i pensieri angosciosi. Abbiamo fatto un po' di shopping per il bebè (poche cose, ma carinissime, tutte di colore neutro perché non sappiamo ancora che cos'è!) e per me, visto che stavano saltando le cuciture di quasi tutti i miei indumenti, soprattutto quelli intimi. Siamo anche andate a vedere una bella mostra sulla quale scriverò senza dubbio una recensione.
Ma intanto, la sera, mi trovavo a fare i conti con le mie paure e per la prima volta argomenti fino ad ora letti solo sui giornali o sentiti nei dibattiti in tv, mi hanno vista coinvolta in prima persona. Parlare di diritto alla vita, di interruzione di gravidanza, quando un bambino ce l'hai nella pancia è tutta un'altra cosa. Ti senti talmente coinvolta che persino i tuoi pensieri ti fanno male, anche se non li esprimi ad alta voce.
Premetto che le poche cose che sto per dire son il mio personalissimo punto di vista. Io sono cattolica, non una buona praticante, ma fermamente credente. In questo periodo più che mai, mi affido alla preghiera per trovare tranquillità e sicurezza, per me e per il mio bambino.
Però credo che ogni donna abbia il diritto di scelta. Non posso io, cattolica, con un'idea dettata dalla fede, decidere del futuro di altre vite, che magari non condividono neppure il mio Credo. Io voglio essere rispettata per i miei valori e le mie scelte, ma sono pronta a difendere anche i valori e i diritti degli altri.
Non sono in assoluto contro la legge sull'aborto. Lo sono, in parte, da un punto di vista personale, nel senso che io lo farei solo nel caso in cui anche la mia vita fosse in pericolo o il bambino fosse frutto della violenza anziché dell'amore. Lo posso dire, credetemi, perché mentre aspettavo il risultato del tritest sono stata presa da ogni sorta di dubbio e alla fine, con Giorgio, abbiamo deciso che comunque una nuova vita merita una possibilità, seppure breve.
Non so se sono io che ci presto più attenzione, o se effettivamente questi siano argomenti che stanno dominando tra i titoli dei telegiornali di queste sere. Sta di fatto che secondo me una legge che regolamenti certi aspetti, delicatissimi, della vita, ci vuole. e quella che abbiamo mi sembra abbastanza buona. Quindi mi piacerebbe non sentire più parlare di "attacco alla 194", ma piuttosto che fosse dedicata maggiore attenzione ai risvolti psicologici che determinate scelte lasciano dietro di sé. Molte donne andrebbero consigliate, confortate e non lasciate sole di fronte ad una maternità difficile. Molte associazioni a difesa della vita già fanno molto, ma se fossero più supportate sono sicura che nascerebbero più bambini e che molte tragedie si potrebbero evitare.
Ecco, scusate lo sfogo, ma aver messo queste cose nero su bianco mi ha definitivamente tolto un peso dallo stomaco. Scusate la pesantezza dell'argomento, ma se vorrete intervenire o proporre il vostro punto di vista, ne sarò ben felice. Credo che tutti possiamo dare il nostro contributo, senza pregiudizi, ma solo con il desiderio di creare un proficuo scambio di opinioni (e questa sarebbe una bella lezione anche per la classe politica!).