I cartoni animati rappresentano l'essenza stessa del mio essere stata figlia degli anni 80, più delle partite a pallavolo, più dei documentari di Licia Colò, più di giochi senza frontiere, più della sigla dell'eurovisione: se penso a me bambina e ai miei pomeriggi post-compiti, la prima cosa che mi torna in mente è la sigla di Pollon o Jeeg, la triste storia di Peline, i tiri impossibili di Holly e Benji o Mimì, ma anche il ripasso di storia grazie ad un'approfondita visione di Lady Oscar.I cartoni di oggi in confronto sono meno ben disegnati, tutti uguali, una sorta di mega effetto speciale per rendere appetibili situazioni assolutamente inverosimili e anche gratuitamente violente.
Chissà cosa guarderà mio figlio tra qualche anno! Spero che tra i vari canali satellitari si trovino delle "sezioni tematiche" per nostalgici, e poi, mal che vada, ci i può sempre affidare alla mia preziosa raccolta quasi completa di dvd dei cartoon Disney.
Ora, volevo proporre una piccola rassegna dei cartoni che hanno accompagnato la mia fanciullezza, insieme ai panini alla Nutella e ai litigi con mia sorella per chi doveva stare sul divano di papà. Questo perché spesso si parla di noi trentenni come di una generazione rovinata dalle mode degli anni 80. E allora, se una parte di colpa ce l'avessero i Puffi e Candy Candy?
Sentite qua...
I Puffi: vi siete mai chiesti cosa fossero in realtà le pozioni con cui Grande Puffo sistema ogni cosa? Il bambino che cresce con queste idee distorte in testa, penserà in futuro di poter risolvere tutti i suoi problemi tramite l'assunzione di intrugli e farmaci alternativi. Che dire poi di Gargamella, un vero e proprio tossicomane allucinato, che parla con il suo gatto! Inoltre i Puffi è un cartone animato con intenti di indottrinamento politico: i piccoli ometti blu, sono in realtà una trasposizione figurata della società come la immaginava il regime comunista... Per questa teoria vi rimando a questo sitoMimì, Mila e Shiro, Holly e Benji: ad un'attenta analisi risulta assai improbabile che simili prestazioni sportive possano essere realizzate senza l'ausilio di sostanze dopanti! E poi diciamo che oggi il calcio è malato...!
Anna dai capelli rossi: aveva nella sigla un messaggio subliminale: "Anna dai capelli rossi ha, due grammi di felicità chiusi dentro all'anima e al mondo vuol sorridere". Saranno stati gli effetti di questi due grammi? Non sono un po' tantini?
Pollon: "Sembra talco ma non è......serve a darti l'allegria! Se la mangi o la respiri ti dà subito allegria! CorocoroPollon!". Ma, dico io, esisterà un'allusione più chiara e diretta ? Ovvio che non è borotalco! Questa polverina "magica" bianca che gli assomiglia, si respira e si può ingerire, cosa potrà mai essere?
Heidi: come è possibile che Heidi veda i monti che le sorridono e le caprette che le fanno "ciao" senza aver prima assunto dubbie sostanze o avere una percezione alterata di sé e del mondo? E aggiungerei, com'è possibile che cresca sana con un'alimentazione monotona e ricca di grassi? Con tutto quel formaggio io sarei già scoppiata a causa del colesterolo! 
Lady Oscar: alla faccia delle lotte femministe! Si comincia dalla sigla: "E tuo padre voleva un maschietto, ma ahimè sei nata tu...". Poi non sorprendiamoci davanti alla ribellione adolescenziale e alla difficoltà della scoperta della propria sessualità. Questa generazione di donne spezzate in due, perennemente in bilico tra il dover dimostrare di essere brave come un uomo sul posto di lavoro e allo stesso tempo calate nell'eterno ruolo di madri e mogli quasi perfette, sono la versione contemporanea della Rosa di Versailles, cresciuta come un uomo per il capriccio di un padre desideroso di un erede maschio.
