La mia vita è cambiata da quando sono diventata mamma... Allora mi sono detta: "deve cambiare anche il mio blog!". E questo è quello che ne è saltato fuori!
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giovedì 11 settembre 2008

1 MESE DOPO...

Oggi Alessandro compie un mese… è tempo di un primo bilancio.
La mia vita è stata completamente stravolta e inondata di una felicità che non credevo possibile. Certo, i ritmi sono ancora da assestare, io devo ancora imparare un sacco di cose, tra cui ad interagire sempre di più con il mio cucciolo. Ogni tanto lo guardo e gli dico “dai una mano alla mamma, dobbiamo imparare a conoscerci io e te!”.
Le poppate si susseguono ancora senza una vera regolarità, ma la notte quasi sempre riesco a dormire e questo aiuta, anche se fino a qualche mese fa cinque ore mi sembravano un misero riposo.
Ovviamente ci sono mattinate in cui mi pare di non concludere niente e mi è capitato di aprire la porta al postino in mutande. Ci sono anche sere che mi faccio il mio piantino liberatorio e consolatore, ma poi guardo Alessandro in quei suoi occhioni buoni, di un colore ancora indefinito e la vita torna ad essere una cosa meravigliosa.


Il cucciolo ha rivelato in pieno la sua indole da leoncino e anche un po’ da dittatore: odia essere vestito, pertanto nonostante un armadio zeppo di vestitini deliziosi, regalo di zia e nonne, continua ad andare in giro in canottiera o in body da vogatore… chissà, forse essendo nato a Venezia, vuole fare il gondoliere! Tra una poppata e l’altra vorrebbe stare sempre in braccio o a spasso con la carrozzina: se provo a metterlo nella sdraietta, urla e diventa rosso come se lo stessi legando con la camicia di forza di Houdini. Risultato: ho la schiena a pezzi e a furia di macinare chilometri, sono già tornata in quasi tutti i miei vestiti e mi verranno due polpacci stile Roberto Baggio!
Ogni tanto mi chiedo quanto durerà questo periodo di rodaggio e mi prende un po’ l’ansia, ma penso che questo è un momento irripetibile della vita della mia famiglia e torno a godermelo in pieno.
Giorgio continua ad essere un papà esemplare: mi può sostituire in tutto tranne che nel nutrire il piccolo tiranno, anzi, su certe cose è più attento e apprensivo di me!
Sabato scorso i miei uomini mi hanno concesso due ore di libertà: mentre loro ascoltavano i Pink Floyd a tutto volume e poi andavano a spasso, io mi sono concessa il lusso di andare dalla parrucchiera. È incredibile come, con un bambino di un mese, valuti preziosissimi quegli spazi tutti per te che prima davi per scontati!
Ora il mio mezzo metro di tirannia sta già cominciando ad agitarsi: la giornata è stata lunga e prima del bagnetto rilassante il lupetto famelico sta reclamando un rabbocchino di latte!

sabato 23 agosto 2008

LA NASCITA DI ALESSANDRO

Eccomi qui, in uno dei rari momenti di tregua tra poppate, cambio pannolini e ninne nanne.
Non che mi possa lamentare, dal momento che il mio cucciolo ha da subito rivelato la sua indole pacifica e ha capito che di notte si dorme e di giorno si fa vita sociale. Fin dalla seconda notte ho potuto tirare cinque ore filate di sonno!
La vita da neo-mamma è una cosa stupenda, soprattutto se si ha la fortuna di condividere ogni scoperta, ogni piccolo gesto che entra a far parte del quotidiano, con un meraviglioso neo-papà, che affronta con entusiasmo ogni nuova sfida, dal cambio pannolino al momento del ruttino.
Anche per ringraziare quanti hanno lasciato un saluto di benvenuto o un augurio nel post precedente, ma soprattutto negli scorsi 9 mesi, devo spendere qualche parola per raccontare il percorso che ha portato alla nascita della mia stellina, questo cucciolo che ora, mentre scrivo, è vicino a me nella sua culletta con gli occhioni spalancati che sembrano chiedermi cosa ho da fare tanto rumore su questi tasti. Devo sbrigarmi, prima che mi richiami all'ordine e pretenda la sua razione pre-nanna di latte!

Tutto è cominciato lunedì 11 agosto, con ben 9 giorni di ritardo sulla data presunta per il parto.
Sono andata a fare il monitoraggio di controllo e mi è stato detto che il martedì mattina mi avrebbero ricoverata per indurre il parto.
Tanto per far capire che ci teneva a dire la sua, il bambino ha cominciato a dare avvisaglie la notte intorno alle 2 del mattino, quindi niente ricovero, ma gita in pronto soccorso, dove mi hanno trasferita in reparto, dicendomi che ero in pre-travaglio e le cose sarebbero andate per le lunghe, ma il parto era aperto.
La giornata di martedì è stato un lento trascinarsi di contrazioni regolari, ma non ancora sufficienti ad indurre il teppistello a cominciare la discesa verso il mondo esterno. Martedì notte volevo morire, più che altro per il sonno dopo due notti in bianco solo con brevi sonnellini tra una contrazione e l’altra!
Mercoledì mattina ero disposta anche ad un cesareo purché Alessandro venisse fuori, ma all’Ospedale dell'Angelo di Mestre sono stati bravissimi: non mi hanno nemmeno stimolata con il gel o l’ossitocina, perché si sono resi conto che il bambino era pronto a nascere, ma bisognava rispettare i tempi stabiliti dalla natura. Medici e ostetriche, ma soprattutto l’ostetrico che ha fatto nascere il mio bambino, Berardino, sono stati di un’umanità meravigliosa e mi hanno supportata e confortata anche quando mi veniva da piangere per la stanchezza.
Alle 10 del mattino mi hanno detto che se volevo partorire in acqua, quello era il momento di entrare in vasca. Ancora ringrazio Berardino per aver supportato questa mia idea sul parto in acqua, anzi, di avermi incoraggiata in questa scelta che, per me, era solo una delle tante idee che avevo in merito al parto, non sapendo bene cosa aspettarmi.
Nella vasca mi sono sentita subito meglio e le contrazioni sono diventate più forti, ma la respirazione regolare, il tepore, la sicurezza di essere ben assistita soprattutto la costante presenza di mio marito che mi ha aiutata in ogni fase, faticando non poco a sorreggermi e massaggiarmi la schiena, sono stati gli elementi che mi hanno dato la forza di spingere fuori la bella testina di Alessandro in meno di 2 ore.
Quando mi sono resa conto che il bimbo era fuori, me lo sono immediatamente trovato appoggiato sulla pancia, con ancora il cordone ombelicale che pulsava e lui con gli occhi aperti, guardava spaesato in direzione del mio seno.
Non si riesce a descrivere cosa si prova in quel momento, quando per la prima volta guardi tuo figlio negli occhi. È un momento che rimarrà solo nostro, mio e di Alessandro, per sempre.
Tralascio la descrizione della routine post-parto, dico solo che ero talmente sfinita, ma anche esaltata che non mi sono resa conto dei punti e della debolezza finché non sono tornata in camera e mi sono addormentata come un sasso con il mio bambino vicino. Al risveglio il fenomeno si è subito attaccato alla tetta come un vero leoncino famelico e lì mi sono venuti i lucciconi: non mi capacitavo di avere finalmente in braccio una simile meraviglia… E non prendete in giro il mio orgoglio di mamma!
Siamo tornati a casa sabato mattina dopo una degenza di soli 3 giorni. La pediatra e le infermiere del nido che non finirò mai di ringraziare per quanto sono state disponibili, notte e giorno, ci hanno rassicurati sul fatto che tutto andava bene, anche il calo di peso fisiologico è stato perfettamente nei parametri previsti.
Si parla tanto di favorire il rapporto madre-bambino anche grazie all’allattamento al seno e devo dire che essere supportati fin dal primissimo istante, come è successo a me, è fondamentale, tanto che al momento di uscire dal reparto mi è presa un po’ di insicurezza.
Ma poi sono scesa dalle scale mobili con il mio fagottino in braccio e ho raggiunto Giorgio nel parcheggio che finiva di montare il seggiolino per l’auto e lì ho capito che la vera avventura stava iniziando in quel momento.

Un grazie infinito dal profondo del cuore a: Viviana, Barbara, Lucia, Berardino, tutte le infermiere e le ostetriche, nonché i medici del reparto di maternità dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre, per aver contribuito a rendere la nascita di Alessandro Carlo un’emozione bellissima e dolcissima.

domenica 17 agosto 2008

IL LIETO EVENTO

BEN ARRIVATO, ALESSANDRO!

Venezia, 13 agosto 2008
ore 12.38...
... Adesso il mondo brilla della luce di una nuova stellina!

martedì 15 luglio 2008

LA LUNGA ATTESA

Non so più cosa fare per ingannare il lungo trascorrere delle giornate...
Mancano circa due settimane e poi finalmente potrò abbracciare Alessandro, ma questi ultimi giorni sono di una noia mortale.
Anche perché dopo che sono caduta accidentalmente in casa (con inevitabile corsa al pronto soccorso, dove, grazie a Dio, mi hanno rassicurata sul fatto che non era successo niente al bambino!), sono praticamente agli arresti domiciliari. Nel senso che non mi sento più tanto sicura ad andarmene in giro da sola.
Quindi le mie uscite sono limitate a delle rapide sortite dopo le cinque del pomeriggio, quando l'afa mi concede un attimo di tregua, giusto per fare la spesa oppure quattro passi in paese.
Devo ammettere che dopo un po' la smania di sistemare il "nido" comincia ad annoiarmi: è bello preparare la cameretta e sistemare i vestitini del bambino, ma questa full-immersion nella vita di una massaia comincia a pesarmi. Così per evitare di trasformarmi in una "Desperate Housewife" (senza nemmeno la consolazione di avere un fisico come Eva Longoria!), ho abbandonato il ricamo a punto croce e mi sto dedicando alla sperimentazione culinaria, almeno sfogo la mia parte creativa e quella golosa!
Per fortuna lunedì arriva la mamma, così avrò un po' più di compagnia e magari mi concederò un paio di pomeriggi in piscina.

Nel frattempo, a parte emulare Firmino e divorare libri (più qualche tonnellata di gelato alla crema con le amarene sciroppate sopra!), durante le ore che passo al pc, mi sono concentrata sulla ricerca della casa per la settimana bianca in Val Gardena.

Ci tengo che Alessandro trascorra le sue prime vacanze di Natale negli stessi posti dove io ho imparato ad amare la montagna e gli sport invernali, dove il tramonto tinge la valle di un rosa unico al mondo.
E visto il caldo di questi giorni, vi saluto con queste immagini alquanto "rinfrescanti"!

lunedì 9 giugno 2008

MA QUALI VACANZE...!

Eccomi, sana e salva, sopravvissuta all'ultima settimana di scuola... erano anni che non sognavo tanto disperatamente il trillare dell'ultima campanella!
L'ultimo giorno è stato tutto abbracci, baci dei bimbi più piccoli, disegni, regalini e tanti "arrivederci". I più piccoli continuavano a dirmi che mi aspettavano a settembre e che potevo portare anche la carrozzina con il piccolo Alessandro, tanto loro sarebbero stati molto buoni e mi avrebbero aiutata ad accudirlo... erano commoventi e sembravano tanti angioletti, al punto che mi sono commossa più volte!
I genitori dei bimbi mi hanno regalato un orsetto e un completino per il bimbo, accompagnati da una lettera che è il più bel ringraziamento che potessi ricevere per la passione con cui faccio il mio lavoro... E giù altre lacrime... Sono diventata una specie di fontanella!
Però questa pausa ci voleva proprio, cominciavo a risentire della stanchezza per aver voluto portare a termine l'anno scolastico. Ora non so fino a quando sarò in pausa, nel senso che il mio contratto è annuale, quindi il mio futuro è quantomai incerto. Ma ora ho tante cose su cui concentrarmi e poi voglio godermi il mio bimbo il più possibile, che tutto il resto mi sembrano problemi lontani anni luce o comunque meno importanti.
Venerdì ho fatto l'ultima ecografia: il piccino questa volta si vedeva benissimo e ho anche sbirciato il suo profilo e l'ho spiato un po' mentre si ciucciava il pollice. Il dottore è stato bravissimo e mi ha molto tranquillizzata. Ora questo teppistello pesa quasi 2 kg e si è già girato a testa in giù, quasi volesse rassicurarmi sul fatto che manca davvero poco e poi ci guarderemo negli occhi.
Queste ultime sette settimane saranno dedicate ai lavori di casa: devo lavare e stirare il corredino, scegliere la carrozzina e fare la lista delle cose che mancano per l'arrivo del bimbo. La mia valigia per l'ospedale, invece, è già pronta, infilata sotto il letto, perché io sono una persona un tantino ansiosa...
Oltre ad avere finalmente tempo per curare il mio blog e tornare a visitare regolarmente i blog amici, finalmente metterò ordine tra le mie foto in versione panciona, scriverò sul diario di nascita che regalerò ad Alessandro quando saprà leggere e farò lunghe passeggiate, perché, alla fine, io ferma e a riposo, proprio non ci riesco a stare!
Del resto questo periodo è come se fossero le mie ferie, visto che quest'anno prevedo un mese di agosto quanto mai casalingo e confido nell'ausilio dell'aria condizionata.
Intanto sono andata, insieme a mio marito, "in gita" a visitare il reparto di maternità dell'ospedale in cui ho deciso di far nascere il mio bambino: è un'esperienza che consiglio a tutte le mamme in attesa. Le infermiere del nido e le ostetriche sono state di una gentilezza infinita e io sono uscita di li con la certezza che tutto andrà bene e che la nascita è davvero un evento naturale. Mi sono sentita protetta e ascoltata e tutte le mie curiosità hanno avuto risposta: mi hanno perfino fatto visitare la sala parto e vedere la vasca per il parto in acqua! Non so se questa mia affermazione sia da considerarsi pubblicità ad una struttura sanitaria, ma io non posso che esprimere un parere, per ora, più che positivo sul nuovo ospedale di Mestre che è stato aperto da poche settimane. E per una volta che si può esprimere un giudizio favorevole su un'opera pubblica, in un periodo in cui si sente tanto parlare di sprechi e mala sanità, questo mi sembra di buon auspicio per un futuro in cui qualcosa comincerà a cambiare.

Infine, per soddisfare la curiosità di chi vuole farsi due risate osservando che forma assume una donna all'ottavo mese di gravidanza... eccomi qui sopra in versione Gabibbo!


sabato 17 maggio 2008

PAUSA FORZATA...

Purtroppo ho pochissimo tempo per tenere aggiornato il blog... Spero sia solo una parentesi, credo infatti che con la fine della scuola, e di conseguenza del mio lavoro, avrò finalmente giornate più rilassanti e maggior tempo per me, prima che il teppistello che sta nel mio pancione decida di nascere!
Scrivo queste poche righe mentre mi si stanno già chiudendo gli occhi per il sonno che mi coglie improvvisamente ogni sera e al quale non c'è modo di resistere... Sono diventata più sedentaria di una patella, ma tra il corso pre-parto, la ginnastica sempre pre-parto, la scuola, le visite mediche, gli esami di controllo, arrivo all'ora di cena che non vedo l'ora di appisolarmi sul divano davanti ad un film noleggiato di cui, inesorabilmente, non vedrò la fine.
Questi ultimi due mesi sono davvero duri, a livello fisico, intendo. Ormai sono una forma umanoide di balenottera azzurra, ma talvolta riesco anche a vedermi ancora carina, anche se le mie alunne mi hanno soprannominata Barbie incinta, a causa del mio look rosa confetto, frutto di una grave forma di regressione infantile di fronte alle vetrine di abiti pre-maman.
Mia sorella, a grande richiesta di amiche serpi che ridono del mio perduto punto vita, ha diffuso sul web le foto che immortalano la mia perduta forma fisica... Potere e maledizione di Facebook!
Vorrei fare mille cose, ma le energie scarseggiano... Beh, ho deciso che in questo periodo il mio motto è take it easy, perciò sono molto indulgente anche con me stessa. Ecco un altro aspetto positivo della maternità.
Mi riprometto spesso di passare a salutare tutti gli amici blogger, ma inevitabilmente non ci riesco. Però vi leggo spesso, magari saltellando di post in post nelle pause che mi concedo durante la giornata. Sappiate che vi voglio virtualmente bene, a tutti, e vi sento vicini come una presenza amica.
Non vedo l'ora di mostrarvi il mio bambino, che sono sicura sarà un vero terremoto, se il caratterino è quello che dimostra già ora che se ne sta nella pancia: basta che io sia in una posizione un poco scomoda o che un rumore improvviso lo disturbi e lui si fa sentire con calci e pugnetti sempre più vigorosi. Ecco perché lo abbiamo soprannominato "teppistello".
Ora Alessandro si è stufato di una mamma che in posizione seduta lo schiaccia contro il tavolo del pc, perciò ligia al mio dovere vado a spiaggiarmi sul divano con una tisana e il libro che ormai è diventato la mia Bibbia: Sarò mamma.

lunedì 31 marzo 2008

FIOCCO AZZURRO IN ARRIVO!

Rieccomi dopo la lunga pausa, non solo dettata dalle vacanze pasquali, quanto dai lavori di restauro per la cameretta del nascituro!
Ebbene si, ho approfittato della presenza di mamma e papà per fare le grandi pulizie e tinteggiare la cameretta del bimbo che arriverà.
Poiché fino a martedì scorso la sua identità era una sorpresa, avevo optato per un tenerissimo color giallo pulcino, che ben si sarebbe abbinato a dettagli rosa oppure azzurri. Ma ora non ci sono più dubbi: è in arrivo Alessandro... sicuramente sarà un grande, con un nome tanto importante!
Ho quasi interamente sacrificato il mio studio/stanza ospiti. Sono riuscita solo a salvare un angolino per il mio pc e il poster del mio mito al femminile, l'elegantissima Audrey Hepburn, ora affiancata da un'illustrazione di Beatrix Potter che raffigura Peter Coniglio.
Per il resto tutto è pronto per accogliere la mia vecchia culla di vimini, opportunamente restaurata e colma di pizzi inamidati dalla futura bisnonna.
La mia schiena è a pezzi, le mani sembrano quelle di un carrettiere, ma il risultato è bellissimo e molto solare: proprio quello che ci vuole per accogliere un bimbo che nascerà sotto il ruggente segno del leone, come la sua mamma!
Ci tengo molto a condividere la mia gioia con tutti voi che leggete questo mio piccolo angolo di sfoghi e riflessioni. In tutti questi mesi il blog è stato (e continuerà ad essere!) un mezzo di confronto, un confidente, uno scambio di voci, molte delle quali sono diventate voci amiche. Io ringrazio tutti quelli che hanno la gentilezza di lasciare un commento, un pensiero, quelli che mi fanno gli auguri per la maternità, chi mi scrive incoraggiamenti o frasi gentili, che fanno bene al cuore. Ringrazio quelli che aprono un dialogo su temi più generali, chi mi legge abitualmente e chi passa di qui solo per caso. Apprezzo chi mi fa osservazioni, anche critiche (ma noto che siete quasi sempre molto buoni...non è che i pancioni vi inteneriscono a tal punto??!) e spero che il mio salotto rosa possa continuare a crescere con il clima di serenità che vi si respira ora.
Proprio per il legame che si è instaurato con chi mi legge, vorrei raccontare l'emozione dell'ultima ecografia, vorrei rendere partecipi tutti voi delle emozioni immense e uniche che ho provato mentre il mio bambino si mostrava sul monitor in tutta la sua minuscola perfezione. Ma non sono una scrittrice tanto brava.
Posso solo dire che la mia mamma e il mio papà erano li con me, visto che Giorgio non poteva esserci ed era tanto strano sentirmi al tempo stesso figlia e mamma.
Potrei raccontarvi dell'emozione di vedere un piccolo cuore che batte forte e che racchiude il mistero e il desiderio della vita e potrei dirvi del sollievo immenso che si prova quando il medico ti dice che va tutto bene, che il bambino è vitale e cresce bene.
Non saprei bene come raccontare la mia uscita dall'ambulatorio, perchè ero talmente felice e serena che mi è presa una strana sonnolenza: di colpo mi sono rilassata e sentivo l'esigenza di dormire. Avevo in testa solo un nome che rimbombava: Alessandro...Alessandro... Quando ho chiamato mio marito l'ho chiamato Ale, e li abbiamo capito che il nome era stato scelto!
Forse se queste parole le leggerà qualche mamma, capirà cosa voglio dire. A tutti gli altri posso solo augurare di provare, un giorno, un'emozione così grande: che sia per la nascita di un figlio o per un altro motivo, non importa. Quello che importa, è provarle certe emozioni, perché ti fanno capire che la vita è bella, che è un dono immenso, che il senso della vita, è nella vita stessa.

martedì 11 marzo 2008

PULCINI, CONIGLIETTI E CIOCCOLATINI

Tempo di lavoretti Pasquali... E chi non si ricorda i vecchi lavoretti che ad ogni festa venivano donati orgogliosamente a nonni e genitori orgogliosi della bravura dei loro piccoli artisti in erba?
Purtroppo ho potuto constatare che nelle scuole elementari si sta un po' perdendo questa vecchia abitudine, che peraltro io trovo molto educativa perché permette di stimolare la manualità e la creatività dei ragazzini e insegna anche che si può giocare e divertirsi con poco, a volte anche con materiali di riciclo. E in un'epoca in cui un ragazzino che non ha l'ultimissimo modello di Play Station si sente un emarginato, questo aspetto non mi sembra di poco conto.
Così ho deciso di correre ai ripari e anche a Natale mi ero cimentata con i ragazzini delle elementari dove faccio il doposcuola, in lavoretti tematici.
Per Pasqua siamo nel pieno dei preparativi: tra tempera a e colla non vi dico in che condizioni io vengo a casa (la settimana scorsa sono andata al supermercato all'uscita da scuola e la gente mi guardava stranita...poi ho scoperto che avevo un po' di tempera verde sulla guancia a mo' di fard e piumette gialle appiccicate in testa... ancora un po' e il personale del supermercato mi esponeva tra le decorazioni pasquali!) e la mia macchina sembra il deposito di un rigattiere. Ma il cartellone primaverile che stiamo dipingendo è bellissimo, che agli arazzi fiamminghi gli fa un baffo, con tutti i tipi di fiori che ci abbiamo messo e i cestini a forma di coniglietto che sono il mio tormento, visto che mi sono incaricata di ritagliare tutte le parti piccoline, per evitare duelli di classe a suon di forbicine con la punta tonda, sono quasi finiti (l'altra sera Giorgio è arrivato a casa e io ero talmente assorta dal ritaglio che gli ho gridato un "Ciao amore, finisco di tagliare un po' di conigli e arrivo!"...credo che abbia pensato che la gravidanza mi sta portando verso una soglia di pazzia irrecuperabile!).
L'unico inconveniente di queste attività è la tonnellata di cioccolatini che sto mangiando. Sarà anche vero che la cioccolata apporta buone quantità di ferro, pertanto in gravidanza se ne consiglia l'utilizzo, ma se ogni volta che metto un ovetto in un cestino, uno finisce in bocca, credo che o il mio bambino nascerà più forzuto di Braccio di Ferro (cioccolata, altro che spinaci!), o io tra poco mi ritroverò con i trigliceridi alle stelle. Ergo, da oggi proverò a stare a dieta di cioccolatini (mentre scrivo questo post ho mangiato una barretta kinder!).
A parte i buoni propositi non mantenuti (leggi alimentazione corretta e non esagerate quantità di cibo, ma io HO FAME!) mi sto comportando bene: vado a nanna presto, non ho più nessuna nostalgia delle sigarette e mi sono andata a informare sul corso pre-parto: lo inizierò a maggio. Sto pensando di fare un po' di nuoto perché non sono abituata a non fare sport per così tanto tempo e questo mi fa sentire ancora più pesante, ma devo sentire il parere del cardiologo perché soffro di una leggera dispnea, infatti giovedì ho la visita con elettrocardiogramma.

Di seguito vi lascio le istruzioni per i "Pulcini pasqualini", se qualcuno avesse bimbi/cugini/nipoti da intrattenere, può essere un'idea: non sapete che meraviglia bearmi del silenzio che c'è in classe e osservare quelle manine affaccendate a fare gomitoli, maschietti inclusi, alla faccia di chi pensa che certe attività siano "lavori da donne" (poi sul fatto che Luca mi abbia fatto un pulcino blu e verde con il becco e gli occhi rossi, dichiarando fiero che è un pulcino assassino e carnivoro, beh, questo introdurrebbe una lunga disquisizione di carattere socio-antropologico che chiamerebbe in causa perfino i Pokemon...)

Occorrente:

Lana (solitamente gialla o bianca, ma la fantasia non ha limiti!)
Un po' di cartoncino arancione o giallo o rosso
Cartoncino di recupero di qualsiasi colore (va benissimo quello delle buste dei collant)
Forbici
Colla
Pennarello nero

Prima di tutto bisogna fare il corpo del pulcino legando insieme due pon-pon di lana. Per fare i pon-pon bisogna prendere il cartoncino di recupero e disegnare due ciambelle identiche usando degli oggetti rotondi, come un bicchiere per il cerchio grande ed una moneta per quello piccolo, o al massimo un compasso. Dopo aver disegnato i due cerchi che formano la ciambella bisogna ritagliarli. Una volta ritagliate, sovrapponiamo le due ciambelle. A questo punto prendiamo la lana e cominciamo a srotolarne un po'. Partendo dall'estremità del filo, arrotoliamo la lana intorno alle ciambelle finché saranno completamente coperte. A questo punto, infiliamo le forbici tra il cartoncino e il filo arrotolato e tagliamo la lana lungo tutto il lato esterno del cerchio, facendo attenzione a non fare uscire la lana dai cartoncini. Ora, prendiamo un altro pezzettino di lana un po' lungo, lo facciamo passare tra le due ciambelle e facciamo un bel nodo. Sfiliamo le ciambelle dalla lana arrotolata e abbiamo il nostro primo pon-pon. Quindi siamo pronti per ripetere il procedimento ed avere il secondo pon-pon! Quando sono finiti entrambi, li leghiamo insieme col filo con i quali li abbiamo stretti e abbiamo il corpo. Ma come facciamo a far capire che è un pulcino? Disegniamo zampine, becco (e crestina se volete fare una gallinella) sul cartoncino arancione, gli occhi (che possono essere fatti con un pezzetto di stoffa nera o disegnati su un cartoncino neutro con il pennarello), ritagliamo tutti i particolari e li incolliamo sul corpo del pulcino.

Spero che non me ne vogliate se lo spirito di Muciaccia si è temporaneamente impossessato di me...

martedì 4 marzo 2008

PICCOLE PERLE DEL TRENTINO

Sono tornata da un week-end da favola immersa nella quiete del Südtirol.
Sterzing, ossia Vipiteno è davvero una delizia, anche lontano dal periodo dei celebri mercatini natalizi. Cittadina ricca di storia e di tradizioni, capace di conservare inalterato il suo carattere romantico e pittoresco, Vipiteno si colloca esattamente a metà strada tra Innsbruck e Bolzano. Il centro storico di questa cittadina alpina, una volta dimora di re ed imperatori, è oggi un piccolo gioiello di architettura medievale armoniosamente inserita nella corona di montagne circostante.
La cucina è ottima, un vero attentato alla linea, ma tanto, la mia di linea è ormai sferica per ben altri motivi che non per una fetta di Sachertorte di troppo!
Altre delizie visitate in questi due giorni e che consiglio vivamente di prendere in considerazione per una pausa rigenerante fuori dai più famosi percorsi turistici sono: l'Abbazia di Novacella e la cittadina di Bressanone.
Si arriva a Novacella per molte strade. Per la via della fede che conduce, come ha condotto per quasi mille anni, pellegrini e viandanti per la via del Brennero verso Roma; per la via dell'arte che conduce in questo complesso architettonico per ammirarne le varie epoche e i vari monumenti "stratificati" nei secoli; per la via della cultura che porta qui per i preziosi codici che essa contiene e per la moderna biblioteca di educazione ambientale, una delle più fornite del paese.
E ci si reca a Novacella per i suoi vini. L'Abbazia, retta dai monaci agostiniani ha infatti tra le sua attività anche la produzione di eccellenti vini bianchi, degni della migliore tradizione enologica altoatesina.

Ieri invece sono andata a fare la visita di controllo. Tutto bene, ho anche sentito il cuoricino del bambino che galoppava forte e il ginecologo ha percepito i suoi movimenti. Se è per questo sembra anche a me di cominciare a sentire un specie di sarfallio nella pancia, soprattutto la sera, quando mi rilasso. E' una sensazione stranissima, a volte sembra di avere il solletico, ma viene da dentro, altre volte mi sembra di avere un macigno sulla stomaco, come se avessi mangiato un sasso.

L'unico piccolo fastidio, è il fiatone che mi prende dopo mezza rampa di scale: in montagna ero ridicola perché, siccome sono testarda, ho voluto almeno fare qualche passeggiata. Dopo poco cominciavo a camminare come un paperotto e in salita mi sembrava quasi di dondolare pericolosamente all'indietro. Inoltre venivo assalita da veri e propri attacchi di fame, sopiti a morsi di bretzel.

P.S. Mi permetto di fare un po' di campagna elettorale per fini personali e ricordo a tutti che sono aperte le votazioni per il concorso indetto da Baol. La mia foto è la numero 23...se vi piace, votatela qui. Avete tempo fino al 10 marzo.

mercoledì 27 febbraio 2008

TUTTO PROCEDE BENE!

Era questa la notizia che aspettavo con ansia prima di tornare a scrivere qualcosa... Non so, mi è preso uno strano spirito di scaramanzia, da quando ho fatto il prelievo per il tritest.
Quando poi ho aperto la busta e ho visto che tutti i valori erano nella norma e l'indice di rischio molto basso rientrava negli standard, mi sono talmente rilassata che sono scoppiata a piangere nel parcheggio dell'ospedale.
Ora, io l'ho vissuto con una tale ansia che non so se ripeterei un tale esame. Dico questo anche perché io data la mia età, non rientro nella categoria di donne a rischio per eventuali gravidanze che presentino anomalie. Infatti non ho fatto nessun esame diagnostico (amniocentesi e villocentesi), anche perché ero spaventata dall'indice di rischio (seppure bassissimo) di perdere il bambino in seguito ad un esame invasivo.
Su consiglio del mio medico ho però fatto questo banalissimo prelievo del sangue, che però è molto importante perché permette di dosare gli ormoni che il bambino rilascia nell'organismo della mamma e quindi di calcolare l'indice di probabilità di difetti cromosomici. Ci tengo a precisare che non si tratta di un esame diagnostico, ma, per quanto accurato, di un calcolo di rischio su base statistica.
Nella settimana in cui ho atteso il risultato, ero così nervosa che la mia mamma è venuta qualche giorno da me a farmi compagnia. Mi sono sentita coccolata e ho messo un po' da parte i pensieri angosciosi. Abbiamo fatto un po' di shopping per il bebè (poche cose, ma carinissime, tutte di colore neutro perché non sappiamo ancora che cos'è!) e per me, visto che stavano saltando le cuciture di quasi tutti i miei indumenti, soprattutto quelli intimi. Siamo anche andate a vedere una bella mostra sulla quale scriverò senza dubbio una recensione.
Ma intanto, la sera, mi trovavo a fare i conti con le mie paure e per la prima volta argomenti fino ad ora letti solo sui giornali o sentiti nei dibattiti in tv, mi hanno vista coinvolta in prima persona. Parlare di diritto alla vita, di interruzione di gravidanza, quando un bambino ce l'hai nella pancia è tutta un'altra cosa. Ti senti talmente coinvolta che persino i tuoi pensieri ti fanno male, anche se non li esprimi ad alta voce.
Premetto che le poche cose che sto per dire son il mio personalissimo punto di vista. Io sono cattolica, non una buona praticante, ma fermamente credente. In questo periodo più che mai, mi affido alla preghiera per trovare tranquillità e sicurezza, per me e per il mio bambino.
Però credo che ogni donna abbia il diritto di scelta. Non posso io, cattolica, con un'idea dettata dalla fede, decidere del futuro di altre vite, che magari non condividono neppure il mio Credo. Io voglio essere rispettata per i miei valori e le mie scelte, ma sono pronta a difendere anche i valori e i diritti degli altri.
Non sono in assoluto contro la legge sull'aborto. Lo sono, in parte, da un punto di vista personale, nel senso che io lo farei solo nel caso in cui anche la mia vita fosse in pericolo o il bambino fosse frutto della violenza anziché dell'amore. Lo posso dire, credetemi, perché mentre aspettavo il risultato del tritest sono stata presa da ogni sorta di dubbio e alla fine, con Giorgio, abbiamo deciso che comunque una nuova vita merita una possibilità, seppure breve.
Non so se sono io che ci presto più attenzione, o se effettivamente questi siano argomenti che stanno dominando tra i titoli dei telegiornali di queste sere. Sta di fatto che secondo me una legge che regolamenti certi aspetti, delicatissimi, della vita, ci vuole. e quella che abbiamo mi sembra abbastanza buona. Quindi mi piacerebbe non sentire più parlare di "attacco alla 194", ma piuttosto che fosse dedicata maggiore attenzione ai risvolti psicologici che determinate scelte lasciano dietro di sé. Molte donne andrebbero consigliate, confortate e non lasciate sole di fronte ad una maternità difficile. Molte associazioni a difesa della vita già fanno molto, ma se fossero più supportate sono sicura che nascerebbero più bambini e che molte tragedie si potrebbero evitare.
Ecco, scusate lo sfogo, ma aver messo queste cose nero su bianco mi ha definitivamente tolto un peso dallo stomaco. Scusate la pesantezza dell'argomento, ma se vorrete intervenire o proporre il vostro punto di vista, ne sarò ben felice. Credo che tutti possiamo dare il nostro contributo, senza pregiudizi, ma solo con il desiderio di creare un proficuo scambio di opinioni (e questa sarebbe una bella lezione anche per la classe politica!).

venerdì 8 febbraio 2008

LA PANCIA CRESCE!

Ieri sono entrata ufficialmente nel quarto mese lunare della gravidanza. E finalmente, mi sono un po' rilassata, nel senso che le paure e le ansie dei primi mesi stanno lentamente lasciando spazio ad una maggior tranquillità di emozioni e ad una grande sensazione di dolcezza.
Comincio a vedermi diversa: la pancia cresce e ormai si nota sotto i vestiti, che non sono ancora premaman, ma sono i miei soliti vestiti. Solo che ora porto sempre maglie lunghe per coprire il fatto che non chiudo più i pantaloni. Devo decidermi ad andare a comprare almeno un paio di jeans, ma volevo aspettare la primavera! Per la prima volta nella mia vita ho comprato due reggiseni taglia III... Che sensazione stupenda e che soddisfazione constatare che presto dovrò passare ad una coppa più grande!
In compenso ieri il bebè ha a ricevuto il suo primo regalo: una mia alunna mi ha regalato un paio di scarpine che ha fatto all'uncinetto con la sua mamma. Io credo che un po' ci godano, le piccole pesti, a vedere la prof. che piange come una sciocca, perchè continuano a farmi disegnini teneri e pensieri gentili, approfittando delle reazioni insolite dei miei ormoni.
Comunque le scarpine sono gialle e verdine, così potro metterle al nascituro in qualunque caso... Perspicace la ragazzina! Commossa e ispirata, quando sono uscita da scuola, ho fatto un giro per negozi decisa a comprare un regalo al mio bambino che si sta comportando benissimo: a parte un sonno ancestrale che mi coglie in ogni momento della giornata e ad una fame da leone, non mi sta creando nessuno dei problemi tipici della gravidanza... è proprio un tesoro!
Dunque, sono finita da Prenatal, dove non mi sono sbilanciata più di tanto: ho comprato solo un piccolo bavaglino di spugna, con una tenera famiglia di paperelle gialle ricamata...ora è qui, sulla scrivania, in compagnia delle scarpine e io continuo adaccarezzarlo e lisciarlo, l'ho anche già stirato, io che odio stirare!
Le commesse mi hanno regalato un sacco di cosine carine, tra cui il diario della gravidanza e il calendario ostetrico e poi (grrr...) campioncini di creme contro le smagliature. Ma io so che prevenire è meglio che curare, infatti è dal primo mese che mi incremo come una torta mattina e sera e la mia pelle non è mai stata così liscia.
Comincio a cercare di figurarmi il bimbo che nascerà, ma non ho un'idea precisa su un maschietto o una femminuccia, solo una vaga idea di un bimbo paffuto con gli occhi azzurri... vedremo, che sia la natura a decidere!
Ieri sera non riuscivo a prendere sonno e mi è presa una gran voglia di "rivedere" il mio bambino: sembra passato un secolo da quando ho fatto la prima ecografia, ed è solo un mese che quel pescetto si dondolava nella mia pancia e io salutavo lo schermo del monitor! Allora ho messo su il cd della Traviata e facevo ascoltare al piccino la splendida overture, mentre facevo le carezze alla pancia. Sono sicura che è già un melomane come la mamma!
Dopo Pasqua farò la seconda ecografia e si saprà anche il sesso del nascituro. Intanto ho buttato giù una lista di nomi... ma vorrei coinvolgere chi passa attraverso queste pagine: voi come chiamereste il vostro bambino? Alla fine vi svelerò le mie preferenze, ma conoscendomi cambierò idea fino all'ultimo momento. Per ora sono lanciata sul filone storico letterario, sostenuta in questa scelta da mio marito, ma vi prometto solennemente che non prenderò in considerazione Achille e Cassandra...

sabato 5 gennaio 2008

E' GIUNTA L'EPIFANIA CHE TUTTE LE FESTE SI PORTA VIA

Questa notte molti bimbi andranno a dormire dopo aver appeso una calza, con la speranza, domani mattina, di trovarla piena di doni e dolci; al risveglio, sarà stata la Befana, la simpatica vecchina che vola su una scopa ad esaudire questo loro desiderio.
La Befana è una tipica figura del folclore di alcune parti dell'Italia centrale, diffusasi ormai in tutta la penisola.
Il suo nome deriva dalla parola Epifania, alla quale festività religiosa la figura della Befana è collegata. Appartiene quindi alle figure folcloristiche, dispensatrici di doni, legate alle festività natalizie.
Si ritiene che la Befana faccia visita ai bambini la notte precedente l'Epifania (6 gennaio) per riempire le calze, appositamente lasciate appese dai bambini in quella notte, se sono stati buoni con dolciumi, altrimenti, se sono stati cattivi, le riempie di carbone.
Spesso la Befana viene descritta come una vecchia che vola su una scopa. A differenza di una strega è spesso sorridente e porta una borsa o un sacco pieno di dolcetti, regali, ma anche di carbone.
La festa della Befana deriva da antiche origini popolari pre-cristiane, adattate dalla tradizione cristiana.
L'origine di questa figura è probabilmente da connettere a tradizioni agrarie pagane relative all'inizio dell'anno. In tal senso l'aspetto da vecchia sarebbe da mettere in relazione con l'anno trascorso, ormai pronto per essere bruciato per "rinascere" come anno nuovo. In molti paesi europei infatti esisteva, all' inizio del nuovo anno, la tradizione di bruciare fantocci, con indosso abiti logori.

Secondo il racconto popolare, i Re Magi, diretti a Betlemme per portare i doni a Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada, chiesero informazioni ad una vecchia.
Malgrado le loro insistenze, affinché li seguisse per far visita al piccolo, la donna non uscì di casa per accompagnarli. In seguito, pentitasi di non essere andata con loro, dopo aver preparato un cesto di dolci, uscì di casa e si mise a cercarli, senza riuscirci.
Così si fermò ad ogni casa che trovava lungo il cammino, donando dolciumi ai bambini che incontrava, nella speranza che uno di essi fosse il piccolo Gesù.
Da allora girerebbe per il mondo, facendo regali a tutti i bambini, per farsi perdonare.


Bilancio di queste Feste: direi che non può che essere positivo. E' stato un Natale di gioia per tutta la famiglia e ho anche trovato la motivazione più bella del mondo per smettere di fumare: quello che risparmierò nei prossimi mesi, l'ho già investito in un magnifico paio di stivali, che credo siano tra le mie ultime spese folli perché presto ci sarà da pensare ad un corredino... Da lunedì si ricomincia con la solita routine, un po' meno cioccolatini, l'albero da disfare, i compiti delle vacanze da correggere, la bella notizia da dare anche a scuola, ma soprattutto dovremo prepararci a vivere i prossimi mesi come un periodo speciale di attesa che è solo l'anteprima della vera felicità.

lunedì 24 dicembre 2007

BUON NATALE!

Sto per assentarmi ancora qualche giorno, questa volta perché andrò a Torino per passare il Natale in famiglia.
Vorrei però augurare a tutti voi uno splendido Natale, colmo di gioia, di amore, di momenti speciali da condividere con le persone a cui volete bene. E spero che sotto l' albero, ciascuno di voi trovi un bel sogno e la speranza di poterlo realizzare.
Il mio regalo di Natale per tutti voi è la rivelazione della notizia che mi ha donato una felicità immensa (ma credo che molti l'avesserò gia intuita!)...



Gesù Bambino quest'anno ha deciso di realizzare il mio più grande desiderio, e io sto per scoppiare di gioia. Ora, spero solo di essere all'altezza di questo dono che mi accompagnerà per tutta la vita.
Un carissimo abbraccio pieno di amicizia e...

BUONE FESTE!