La mia vita è cambiata da quando sono diventata mamma... Allora mi sono detta: "deve cambiare anche il mio blog!". E questo è quello che ne è saltato fuori!
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venerdì 13 luglio 2007

FATE, ELFI ED ESSERI INCANTATI

Ho già citato tra le mie letture preferite la mia grande passione per il genere Fantasy...per me è stata una folgorazione, dovuta alla mia maestra di quinta elementare che vista la mia ingordigia di narrativa, mi consigliò di leggere Le Nebbie di Avaloon...avevo solo undici anni e passai l'estate appollaiata sotto l'ombrellone con quel tomo di quasi quattrocento pagine incollato al naso. Sono stata letteralmente travolta dalla scrittura fluida di Marion Zimmer Bradley che mi ha trascinata in un mondo incantato, sorda ai richiami di mia mamma che insisteva a farmi prendere un po' di sole: io sognavo di essere la Fata Morgana!
Da allora ho continuato a perdermi sui sentieri della magia e di mondi paralleli, come un viandante della tolkeniana Terra di Mezzo. Lo Hobbit, Il Silmarillion, Il signore degli Anelli, La saga di Darkover, mi hanno dato sensazioni pari a quelle di un lungo viaggio in una dimensione dove tutto può accadere, anche parlare con un salice sulle rive di un torrente o vedere un elfo far capolino dietro una quercia.
Con Le Nebbie di Avaloon si è accentuata la mia curiosità verso la mitologia, fino ad allora limitata al mondo mitologico degli antichi Greci. Alle medie, mentre facevo le versioni in prosa dei poemi omerici (e contemporaneamente leggevo La Torcia e piangevo per la sorte della povera Cassandra ed ero convinta che sarei diventata un'ammaestratrice di serpenti), mi dilettavo di mitologia celtica e con mia sorella costretta a fare la sacerdotessa, giocavo a celebrare il rito di Beltane o dei solstizi d'estate e d'inverno! Contemporaneamente, molto prima di Dan Brown, ho subito il fascino di tutto un filone letterario che parla dei misteri di cui è avvolto il Santo Graal...: Il sentiero di Merlino è stato il primo libro che mi ha messa sulle tracce di cavalieri e paladini e mi ha "impegnata" come in una Cerca medievale!

Ma la mia grande passione sono rimaste le fate, gli elfi, gli gnomi e tutti gli abitanti del Piccolo Popolo. A loro e alla mia lungimirante maestra, voglio dedicare questo breve articolo. Ma, anche, spero di toccare, soprattutto grazie alla potenza delle immagini (e queste io le trovo bellissime...le ho trovate su diversi siti fantasy; date un'occhiata ai miei preferiti!) la parte fanciullesca di chi mi leggerà, così da donargli un raggio di luce che aiuti a ritrovare la strada dell'innocenza, di quella condizione beata, in cui anche credere alle favole è più facile!

lunedì 25 giugno 2007

IL CIRCO INVISIBILE

Venerdì sera, sera d'estate. Passeggiata alle porte di Torino in un complesso ambientale-architettonico dal fascino straordinario. I vasti Giardini, l'imponente Reggia barocca, l'immenso Parco de La Mandria e il suggestivo Borgo Antico sono monumenti alla magnificenza ed alla bellezza che hanno appena ritrovato il loro antico splendore, grazie ad un complesso restauro durato più di dieci anni.
In una cornice che non si dimentica, si alterneranno spettacoli, eventi, concerti e mostre d'eccezione.
E' difficile definire uno spettacolo come quello ideato e messo in scena da Jean Baptiste Thierrée e Victoria Chaplin, con la collaborazione della Fondazione Teatro Regio di Torino.
Per quasi due ore si susseguono senza interruzione trucchi, battute, gag, acrobazie… ma se si dovesse riassumere in breve ciò che Le Cirque Invisible rappresenta, probabilmente la parola esatta per farlo sarebbe "magia".
Lei è la figlia del grande Charlot e lui è suo marito. Victoria Chaplin e Jean Baptiste Thierrée sanno far sognare senza bisogno attrazioni esotiche, solo con la magia.
Lui diverte con i suoi modi di vecchio fanciullo, istrionico e fracassone, proponendo la più esilarante parodia dei tradizionali spettacoli di prestigio; lei, ammantata dall’aura che comporta essere figlia di una delle più celebrate icone della storia del cinema, appare invece come un essere evanescente. Silenziosa, con il suo sguardo stupito, gli occhi spalancati di bambina un po' impaurita, i vestiti pronti a trasformarsi in pochi attimi in un fantastico zoo immaginario. Bisogna dimenticarsi di essere adulti, quando si guarda il Cirque Invisible. Tutto si svolge in un fluire apparentemente privo di ogni fatica, naturale e spontaneo, dove i due artisti sono allo stesso tempo i fantasisti, gli illusionisti, i funamboli, i prestigiatori, i clown, i musicisti di questo volo della fantasia.
In uno scenario surreale, quasi privo di strutture di scena, si assiste alla pratica dimostrazione di come l'incantesimo del teatro possa trasformare la realtà delle cose.

martedì 19 giugno 2007

ARTURO BRACHETTI AL CIRCOLO AMICI DELLA MAGIA DI TORINO

Ieri sera serata magico-letteraria: vado a sentire la presentazione del libro "Fregoli raccontato da Fregoli" a cura di Arturo Brachetti, che per l'occasione fa ritorno nella sede storica del Circolo Amici della Magia.
Il grande attore-trasformista, ha parlato della storia e dei segreti della sua arte e d ha presentato l’autobiografia di Leopoldo Fregoli, stella di prima grandezza dello spettacolo italiano durante la belle époque, attore, mago e trasformista, creativo inventore di un genere incredibile e affascinante.
I temi trattati sono stati tanti, ecco un sunto rapido degli argomenti di cui Arturo Brachetti ha parlato per quasi due ore, con una capacita di tenere il palco impressionante ed una verve travolgente nel destare l'attenzione di un pubblico curioso:

- Il costume e la maschera
- I primi trasformisti
- Fra Ottocento e Novecento
- Fino ai giorni nostri
- Trasformisti nel mondo
- Trasformismo e televisione
- I segreti del trasformismo
- Tecniche svelate
- Le metamorfosi
- La caratterizzazione
- Il grande Leopoldo Fregoli.

A seguire si è parlato del libro, ovvero il romanzo della vita di Leopoldo Fregoli, un testo pubblicato la prima volta nel 1936 ed oggi riprodotto in versione integrale, è lo specchio dell’epoca in cui è stato scritto, documenta una carriera artistica folgorante e originalissima.Il libro esce in occasione del 140° anniversario della nascita di Leopoldo Fregoli, il “mago del trasformismo”. E vuole essere un tributo all’artista che ha creato un genere, per ricordarlo e riscoprirlo. Oggi il trasformismo è nuovamente in auge grazie al talento di Arturo Brachetti, che sta affascinando le platee del mondo intero. Chi meglio di lui poteva presentare l’autobiografia dell’eclettico fantasista romano? Brachetti ci parla della storia di questa arte teatrale e dei suoi segreti. E la sua presentazione diviene così un libro nel libro.

Guardate http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cultura/200703articoli/19890girata.asp se volete saperne di più su Leopoldo Fregoli!