venerdì 30 ottobre 2009

LA NOTTE DEL GRANDE COCOMERO

La notte delle streghe si avvicina ed io mi sono armata di zucca per far felice il piccolo Alessandro. Mentre intagliavo la cucurbitacea, non senza rischio di gravi danni per le mie falangi, raccontavo al piccoletto seduto sul seggiolone intento a ruminare biscotti alla zucca, la storia del Grande Cocomero.
Linus, prototipo dell'adolescente insicuro e bisognoso di affetto guardando il cielo cova la speranza di un futuro migliore, come tutte le persone sensibili che hanno bisogno di qualcosa in cui credere, anche per edulcorare la realtà.
La notte di Halloween Linus scruta il cielo in attesa che il Grande Cocomero sorga dal campo di cocomeri e voli nel cielo, ma non da un campo di cocomeri qualsiasi! Deve essere il più puro e sincero campo di cocomeri in tutto il mondo. Così potrà distribuire giocattoli ai bambini buoni di tutto il mondo.
Così Linus passa la notte di Halloween in un campo di cocomeri, talvolta coinvolgendo Sally, che aspetta con lui mossa dall’amore, o Charlie Brown che cerca di capire la follia dell’amico, mentre Lucy va in giro per le case facendo "dolcetto o scherzetto" e chiedendo qualcosa anche per il "fratello scemo che sta seduto in un campo di cocomeri".
Il Grande Cocomero rappresenta una sorta di alternativa a Babbo Natale. Linus spiazza completamente Charlie Brown che gli chiede come possa credere al Grande Cocomero rispondendo: "Se tu credi ad un ciccione vestito di rosso che fa Ho-ho-ho, perché io non dovrei credere al Grande Cocomero?".
Davvero ineccepibile.

venerdì 4 settembre 2009

LA GIOIA DELLE PICCOLE COSE

Per ringraziare tutti coloro che mi hanno aspettata su queste pagine, che hanno fatto gli auguri al piccolo Alessandro, che hanno condiviso con me le emozioni dei nove mesi di attesa...
... un abbraccio pieno di amicizia!

MariCri

Un pomeriggio di agosto, al parco...

giovedì 27 agosto 2009

PRIMI PASSI, PRIMI DANNI E PRIMI TRAGUARDI... BILANCIO DOPO UN ANNO DI VITA DA MAMMA!

È passato ormai un anno da quando un piccolo bandito profumato di latte e borotalco ha messo sottosopra la nostra vita, portando una gioia immensa, una stanchezza indicibile (in particolar ai muscoli della mia schiena!) e la sensazione che prima la nostra vita fosse assolutamente incompleta, priva della pienezza che solo un sorriso a otto dentini sa regalare!
Alessandro è un piccolo pirata che si aggira per casa facendo danni che a volte sembrano oltre la portata di un tesserino di 85 cm. Ha imparato a gattonare a otto mesi, undici camminava e da li è partita la sua avventura alla scoperta di ogni angolo in cui sia possibile distruggere qualcosa o che potenzialmente nasconda un pericolo. Del resto da uno che va matto per la pasta alla carbonara, che quando cerchiamo con mille moine di farlo addormentare nel lettone, se ne va sdegnato facendo “ciao” con la manina, come a sottolineare che per lui dormire è tempo perso, non potevamo che aspettarci tanta energia!
È un bambino solare che gioca volentieri con gli altri bimbi, sorride a tutti (sia mai che ci scappa un biscotto un almeno una coccola!) e, anche se è presto per dirlo ma a me sembra che abbia un temperamento da capobanda.
Io ho compiuto 30 anni pochi giorni del primo compleanno di Alessandro ed è stato un compleanno di bilanci in positivo. Ho idealmente ripercorso gli ultimi dieci anni e mi sono accorta di aver realizzato buona parte dei miei progetti: mi sono laureata, ho fatto esperienze lavorative interessanti seppur sottopagate e precarie (!), ma soprattutto ho una bella famiglia, composta da un marito un po’ brontolone, ma complice di ogni scelta e che anche un po’ mi vizia, un bambino vispo e sano e una gatta viziata e coccolona. Quindi, a parte la crisi dovuta alle prime rughette (ma sono di espressione!), che si possono combattere a suon di crema idratante e fondotinta, direi che è stato un compleanno sereno, addolcito da una fantastica torta di cui ho fatto il tris, accompagnata da un ottimo champagne millesimato, in barba ai programma di remise-en-forme post-parto!
E ora via, si riprende con la mia quieta routine, fatta di giochi, scoperte, doveri casalinghi, qualche ora di lezione a Ettore, il mio alunno svogliatello ma tanto gentile, crisi di nervi quando a mezzanotte mi ritrovo la casa che sembra devastata da uno tsunami e pile di bucato da stirare, sette misere ore di sonno interrotte dalla preparazione di litri di camomilla… e in mezzo a tutto questo la voglia di tornare a scrivere, ripartendo proprio da questo blog. Ma ho deciso che va bene così, vivo alla giornata beandomi della gioia negli occhietti furbi di Alessandro quando riesce a fare una cosa nuova e assaporando ogni attimo tutto per me che mi resta (un po’ pochini ahimè!) decidendo all’istante come impegnare quella meravigliosa, inaspettata pausa, a volte anche senza far nulla, stesa sul divano, mangiando un cioccolatino e sfogliando una rivista!

giovedì 9 aprile 2009

VITA DA MAMMA

Dedicato a tutte, ma proprio tutte, le Mamme del mondo!


Questo è per le madri che stanno alzate tutta la notte tenendo in braccio i loro bambini ammalati dicendo "è tutto a posto tesoro, la mamma è qui con te".
Per quelle che stanno per ore con i loro bambini che piangono in braccio cercando di dare loro conforto.
Questo è per tutte le madri che vanno a lavorare con il rigurgito nei capelli, macchie di latte sulla camicia e pannolini nella loro borsetta.
Per tutte le mamme che riempiono le macchine di bimbi, fanno torte e biscotti e cuciono a mano i costumi di carnevale. E tutte le madri che NON FANNO queste cose.
Questo è per le madri che danno la luce a bambini che non vedranno mai. E quelle madri che hanno dato una casa a quei bambini.
Per le madri che hanno perso i loro bambini durante quei preziosi 9 mesi e che non potranno mai vederli crescere sulla terra ma un giorno potranno ritrovare in Cielo!
Questo è per le madri che hanno collezioni d'arte di valore inestimabile appesi in cucina.
Per le madri che si sono gelate al freddo alle partite di calcio invece di guardare dal caldo dalla macchina così quando il bimbo le chiede "Mi hai visto, Mamma?" potranno dire "Certo! Non me lo sarei perso per niente al mondo !" pensandolo veramente.
Questo è per tutte le madri che danno una sculacciata disperatamente ai loro bambini al supermercato quando urlano facendo i capricci per il gelato prima di cena. E per tutte le mamme che invece contano fino a 10.
Questo è per tutte le mamme che si sono sedute con i loro figli per spiegare come nascono i bambini. E per tutte le madri che avrebbero tanto voluto farlo, ma non riescono a trovare le parole.
Questo è per tutte le mamme che fanno la fame per dare da mangiare ai loro figli.
Per tutte le madri che leggono la stessa favola due volte tutte le sere e poi lo rileggono "ancora una volta".
Questo è per tutte le madri che hanno insegnato ai loro bambini di allacciarsi le scarpe prima che iniziassero ad andare a scuola. E per tutte quelle che hanno invece optato per il velcro.
Questo è per tutte le madri che hanno insegnato ai loro figli maschi a cucinare e alle figlie come si fa a ad aggiustare un rubinetto che perde.
Questo è per tutte le madri che girano la testa automaticamente quando sentono una vocina chiamare "mamma!" in mezzo a una folla, anche se sanno che i loro figli sono a casa (o anche all'università...)
Questo è per tutte le mamme che mandano i loro figli a scuola con il mal di pancia assicurandoli che una volta a scuola staranno meglio, per poi ricevere una chiamata dall'infermeria della scuola chiedendo di venirli a prendere. Subito.
Questa è per tutte le madri di quei ragazzi che prendono la strada sbagliata e non trovano il modo di comunicare con loro.
Questo è per tutte le matrigne che hanno cresciuto i figli di altre madri donando a loro tempo, attenzione e amore.. E che non vengono apprezzate!
Per tutte le madri che si mordono le labbra fino a farle sanguinare quando le loro quattordicenni si tingono i capelli di verde.
Per le madri delle vittime delle sparatorie nelle scuole, e per le madri di chi ha sparato. Per le mamme dei sopravvissuti, e le madri che guardano con orrore la TV abbracciando i loro figli che sono ritornati a casa sani e salvi.
Questo è per tutte le mamme che hanno insegnato ai loro figli di essere pacifisti ed ora pregano per i loro di tornare a casa dalla guerra sani e salvi.

Cos'è a fare una brava madre? La pazienza? La compassione? La determinazione? La capacità di allattare, cucinare e ricucire un bottone di una camicia nello stesso momento? O è nel loro cuore ? E' il magone che senti quando vedi tuo figlio o figlia scomparire giù per la strada mentre va a scuola a piedi per la primissima volta? Lo scatto che ti porta dal sonno al risveglio, dal letto alla culla alle 2 di notte per appoggiare una mano sul tuo bambino che dorme ? Il panico che ti viene, anni dopo, sempre alle 2 di notte quando non vedi l'ora di sentire la chiave nella serratura e sapere che è tornato a casa sano e salvo? O sentire il bisogno di correre da dovunque tu sia per abbracciare i tuoi figli quando senti che c'è stato un incidente, un incendio o un bimbo che è morto?

Le emozioni della maternità sono universali, le stesse sono per le giovani madri che barcollano fra i cambi di pannolini e mancanza di sonno... E le madri più mature che imparano a lasciarli andare. Per le madri che lavorano e quelle che rimangono a casa. Per le madri single e quelle sposate. Madri con soldi, madri senza soldi. Questo è per tutte voi. Per tutte noi... Tenete duro. Alla fine possiamo fare solo del nostro meglio. Dire a loro tutti i giorni che li amiamo.

mercoledì 8 aprile 2009

IN VISTA DELLA PASQUA...



...Devo fare il punto della situazione. Un po' come fare le pulizie di primavera, che peraltro non faccio più con tanta cura nemmeno quelle da quando la mia vita è stata stravolta dalla presenza di un teppistello con tre denti e l'argento vivo addosso! :)

Sono passati quasi otto mesi, nei quali ho imparato a conoscere il mio bambino, mi sono e continuo a meravigliarmi dei suoi cambiamenti e dei suoi progressi. ho ripreso a dare lezioni, quindi ho riaperto una finestrina sul mondo del lavoro. chissà che in vista dell'apertura dell'asilo nido nel mio paesello, non venga fuori un posto per un'educatrice...non dico nulla per scaramanzia!

Ho trascurato il blog, e un po' anche gli amici del web, che però, in parte ho ritrovato su Facebook...ebbene si, anch'io sono stata fagocitata dal fenomeno di faccialibro! Diciamo che prevalentemente lo utilizzo per caricare un po' di foto del pupotto da mostrare agli amici lontani, ma tant'è: se ho dieci minuti liberi, mi fiondo sul mio profilo, scarico la posta e per il mio povero blogghettino resta ben poco tempo!

Sempre Alessandro permettendo, mi sono concessa un paio di visite a mostre e musei, mia antica passione. Ora che il tiranno comincia ad avere un po' di autonomia in più e a concederla anche a me, spero di tornare ascrivere qualche piccola recensione, da condividere qui su queste paginette, un po' polverose, ma a me sempre tanto care.

Augurando una Pasqua serena e al profumo di cioccolato a tutti voi, il mio pensiero va ai bimbi abruzzesi che passeranno la Pasqua nelle tendopoli...auguro loro che gli angeli della protezione civile riescano anche solo per un po' a far dimenticare loro la paura che ho visto in quegli occhioni smarriti.

venerdì 19 dicembre 2008

BUON NATALE!

Con la promessa che con il Nuovo Anno tornerò a prendermi cura del mio "salottino rosa", insieme al mio angioletto Alessandro, colgo l'occasione del post numero 100 per fare a tutti voi, lettori, amici e curiosi di passaggio, i miei più cari



AUGURI DI BUON NATALE!







P.S. Colgo l'occasione di questa fugace apparizione per segnalervi un'iniziativa del mio amico chef Andrea, che secondo me rispecchia il vero senso del Natale. Andate, se vi va, a dare un'occhiata QUI

mercoledì 12 novembre 2008

12 novembre 2003

Per non dimenticare MAI...



12 novembre 2008: 5° anniversario dalla strage di Nassiriya in cui 12 carabinieri, 5 soldati dell'esercito e 2 civili rimasero uccisi dal vile attentato alla base italiana "Maestrale".

venerdì 31 ottobre 2008

HAPPY HALLOWEEN

FELICE HALLOWEEN!
A grandi e piccini...


lunedì 6 ottobre 2008

Conigli, anatre, gatti&co... IL MAGICO MONDO DI B. POTTER

Sono malata... uff...

Arrivano i primi freddi e scatta il raffreddore con complicazioni all'orecchio. Oltretutto posso curarmi solo con medicine pediatriche, per non compromettere l'allattamento di Alessandro. Risultato: invece che con tre giorni di antibiotico da cavallo, se va bene, guarirò con dieci giorni di aerosol!
Per festeggiare i quasi due mesi del mio tesoro, gli ho regalato il suo primo libro: è una versione cartonata delle storie di Beatrix Potter. Si, lo so che è presto, ma in realtà il regalo l'ho fatto a me stessa perché non ho resistito alla tentazione di comprare questo delizioso libretto tattile e poi non è troppo presto per cominciare a trasmettere una sana passione ad Alessandro, quale quella che i suoi genitori hanno per i libri!

Beatrix Potter è una delle più grandi disegnatrici inglesi e non di libri per ragazzi. Vissuta tra Otto e Novecento ha inventato: il libro tascabile per ragazzi, gli animali vestiti come uomini, la passione per determinate creature prima viste solo buone da mangiare. In tutto scrisse 23 libri, pubblicati in piccolo formato adatto per i piccoli lettori. In Inghilterra è un'istituzione: esiste una catena di negozi interamente dedicati a gadget sul suo mondo e la sua casa, nel Lake Distritc, dove trasse l’ispirazione per le sue illustrazioni, è diventata un museo.
Nel 2006 è stato realizzato, con la regia di Chris Noonan, il film Miss Potter, la biografia per immagini della vita della donna che s'impose sul mercato dei libri per bambini con personaggi oggi arcinoti quali Peter Rabbit, Jeremy Fisher e Mrs. Tiggy-Winkle; una donna che, dietro l'apparenza delicata e la pressione di una famiglia conservatrice, dimostrò di possedere un'anima libera e un'invidiabile determinazione. Il ruolo della protagonista è affidato a Renèe Zellweger.Il film si culla in un’atmosfera un po’ leziosa sospesa tra sogno e realtà: disegni parlanti, ansie e illusioni di una donna anticonformista che ha rinunciato a buona parte dell’eredità per tutelare i boschi inglesi.
In Italia fino a non molti anni fa si trovava solo materiale di importazione su Beatrix Potter, poi la Sperling & Kupfer ha acquistato i diritti per fare i libri e gadget. Inoltre su Italia 1 sono andati in onda i cartoni animati prodotti dalla BBC, che sono reperibili anche su videocassetta. Diciamo che siamo ancora molto lontani dalla passione che ho visto in Inghilterra, dove Peter Rabbit e soci sono quasi personaggi nazionali, ma una vasta fascia di stimatori c'è ormai anche qui da noi.
Ecco una rapida carrellata dei personaggi creati dalla fantasia di Miss Potter:


Peter Coniglio è il personaggio più noto di Beatrix Potter: è il figlio di una famiglia di coniglietti che vivono in campagna. Dal pelo morbido e colorato e dalla simpatia innata, adora cacciarsi nei pasticci ed è l'antenato di tutti i conigli famosi, fino a Roger Rabbit, arrivati sui nostri schermi.



Jemima è una papera bianca che vive in campagna, in mezzo al verde. Molto curata nel vestire, è però abbastanza ingenua, e rischia di diventare preda di una volpe travestita da gentiluomo. Tutto però finirà per il meglio. Non è uno dei personaggi più celebri di Beatrix Potter, ma è abbastanza sfruttato.


Tom il gatto e la sua famiglia, composta da sua madre Tabitha Twitchit e dai fratellini Flopsy Mopsy e Moppet, sono altri protagonisti noti delle opere di Beatrix Potter. Anzi, dal punto di vista dei gadget, sono secondi solo a Peter Rabbit.



Lo scoiattolo Nutkin è un altro adorabile e vivacissimo rompiscatole che adora cacciarsi nei guai, soprattutto con il vecchio gufo Old Brown. appartiene a quella specie ora abbastanza rara, dello scoiattolo rosso europeo.

Mr. Fisher è un ranocchio che vive in mezzo al verde, è molto elegante, ama essere aggiornato su tutte le novità della moda e dell'attualità ed adora pescare.



Hunca Muncha ed i suoi piccoli sono altri dei personaggi dell'universo di Beatrix Potter: i piccoli sono birbanti, a tratti un po' delinquentelli, ma si tratta comunque dei primi topi in abito da uomini che abbiamo. Un altro topo celebre è Samuel Whiskers, che vive in città, ed aiuta un sarto a creare dei vestiti per le grandi occasioni.

(Post - Post Scriptum: mi scuso se latito sul web e se non riesco a rispondere a i vostri commenti, ma soprattutto mi spiace non poter passare come un tempo, quasi quotidianamente su tutti i blog amici. Quando riesco vi leggo sempre con piacere e noto che non vi mancano mai gli spunti per scrivere pagine che fanno sorridere, riflettere... continuate così, se vi può essere d'incentivo per continuare ad essere prolifici scrittori, sappiate che siete una bella ricarica per una mamma stremata che riesce a ritagliarsi qualche pausa per se stessa e per sapere cosa succede nel mondo, virtuale e non!).

giovedì 11 settembre 2008

1 MESE DOPO...

Oggi Alessandro compie un mese… è tempo di un primo bilancio.
La mia vita è stata completamente stravolta e inondata di una felicità che non credevo possibile. Certo, i ritmi sono ancora da assestare, io devo ancora imparare un sacco di cose, tra cui ad interagire sempre di più con il mio cucciolo. Ogni tanto lo guardo e gli dico “dai una mano alla mamma, dobbiamo imparare a conoscerci io e te!”.
Le poppate si susseguono ancora senza una vera regolarità, ma la notte quasi sempre riesco a dormire e questo aiuta, anche se fino a qualche mese fa cinque ore mi sembravano un misero riposo.
Ovviamente ci sono mattinate in cui mi pare di non concludere niente e mi è capitato di aprire la porta al postino in mutande. Ci sono anche sere che mi faccio il mio piantino liberatorio e consolatore, ma poi guardo Alessandro in quei suoi occhioni buoni, di un colore ancora indefinito e la vita torna ad essere una cosa meravigliosa.


Il cucciolo ha rivelato in pieno la sua indole da leoncino e anche un po’ da dittatore: odia essere vestito, pertanto nonostante un armadio zeppo di vestitini deliziosi, regalo di zia e nonne, continua ad andare in giro in canottiera o in body da vogatore… chissà, forse essendo nato a Venezia, vuole fare il gondoliere! Tra una poppata e l’altra vorrebbe stare sempre in braccio o a spasso con la carrozzina: se provo a metterlo nella sdraietta, urla e diventa rosso come se lo stessi legando con la camicia di forza di Houdini. Risultato: ho la schiena a pezzi e a furia di macinare chilometri, sono già tornata in quasi tutti i miei vestiti e mi verranno due polpacci stile Roberto Baggio!
Ogni tanto mi chiedo quanto durerà questo periodo di rodaggio e mi prende un po’ l’ansia, ma penso che questo è un momento irripetibile della vita della mia famiglia e torno a godermelo in pieno.
Giorgio continua ad essere un papà esemplare: mi può sostituire in tutto tranne che nel nutrire il piccolo tiranno, anzi, su certe cose è più attento e apprensivo di me!
Sabato scorso i miei uomini mi hanno concesso due ore di libertà: mentre loro ascoltavano i Pink Floyd a tutto volume e poi andavano a spasso, io mi sono concessa il lusso di andare dalla parrucchiera. È incredibile come, con un bambino di un mese, valuti preziosissimi quegli spazi tutti per te che prima davi per scontati!
Ora il mio mezzo metro di tirannia sta già cominciando ad agitarsi: la giornata è stata lunga e prima del bagnetto rilassante il lupetto famelico sta reclamando un rabbocchino di latte!

sabato 23 agosto 2008

LA NASCITA DI ALESSANDRO

Eccomi qui, in uno dei rari momenti di tregua tra poppate, cambio pannolini e ninne nanne.
Non che mi possa lamentare, dal momento che il mio cucciolo ha da subito rivelato la sua indole pacifica e ha capito che di notte si dorme e di giorno si fa vita sociale. Fin dalla seconda notte ho potuto tirare cinque ore filate di sonno!
La vita da neo-mamma è una cosa stupenda, soprattutto se si ha la fortuna di condividere ogni scoperta, ogni piccolo gesto che entra a far parte del quotidiano, con un meraviglioso neo-papà, che affronta con entusiasmo ogni nuova sfida, dal cambio pannolino al momento del ruttino.
Anche per ringraziare quanti hanno lasciato un saluto di benvenuto o un augurio nel post precedente, ma soprattutto negli scorsi 9 mesi, devo spendere qualche parola per raccontare il percorso che ha portato alla nascita della mia stellina, questo cucciolo che ora, mentre scrivo, è vicino a me nella sua culletta con gli occhioni spalancati che sembrano chiedermi cosa ho da fare tanto rumore su questi tasti. Devo sbrigarmi, prima che mi richiami all'ordine e pretenda la sua razione pre-nanna di latte!

Tutto è cominciato lunedì 11 agosto, con ben 9 giorni di ritardo sulla data presunta per il parto.
Sono andata a fare il monitoraggio di controllo e mi è stato detto che il martedì mattina mi avrebbero ricoverata per indurre il parto.
Tanto per far capire che ci teneva a dire la sua, il bambino ha cominciato a dare avvisaglie la notte intorno alle 2 del mattino, quindi niente ricovero, ma gita in pronto soccorso, dove mi hanno trasferita in reparto, dicendomi che ero in pre-travaglio e le cose sarebbero andate per le lunghe, ma il parto era aperto.
La giornata di martedì è stato un lento trascinarsi di contrazioni regolari, ma non ancora sufficienti ad indurre il teppistello a cominciare la discesa verso il mondo esterno. Martedì notte volevo morire, più che altro per il sonno dopo due notti in bianco solo con brevi sonnellini tra una contrazione e l’altra!
Mercoledì mattina ero disposta anche ad un cesareo purché Alessandro venisse fuori, ma all’Ospedale dell'Angelo di Mestre sono stati bravissimi: non mi hanno nemmeno stimolata con il gel o l’ossitocina, perché si sono resi conto che il bambino era pronto a nascere, ma bisognava rispettare i tempi stabiliti dalla natura. Medici e ostetriche, ma soprattutto l’ostetrico che ha fatto nascere il mio bambino, Berardino, sono stati di un’umanità meravigliosa e mi hanno supportata e confortata anche quando mi veniva da piangere per la stanchezza.
Alle 10 del mattino mi hanno detto che se volevo partorire in acqua, quello era il momento di entrare in vasca. Ancora ringrazio Berardino per aver supportato questa mia idea sul parto in acqua, anzi, di avermi incoraggiata in questa scelta che, per me, era solo una delle tante idee che avevo in merito al parto, non sapendo bene cosa aspettarmi.
Nella vasca mi sono sentita subito meglio e le contrazioni sono diventate più forti, ma la respirazione regolare, il tepore, la sicurezza di essere ben assistita soprattutto la costante presenza di mio marito che mi ha aiutata in ogni fase, faticando non poco a sorreggermi e massaggiarmi la schiena, sono stati gli elementi che mi hanno dato la forza di spingere fuori la bella testina di Alessandro in meno di 2 ore.
Quando mi sono resa conto che il bimbo era fuori, me lo sono immediatamente trovato appoggiato sulla pancia, con ancora il cordone ombelicale che pulsava e lui con gli occhi aperti, guardava spaesato in direzione del mio seno.
Non si riesce a descrivere cosa si prova in quel momento, quando per la prima volta guardi tuo figlio negli occhi. È un momento che rimarrà solo nostro, mio e di Alessandro, per sempre.
Tralascio la descrizione della routine post-parto, dico solo che ero talmente sfinita, ma anche esaltata che non mi sono resa conto dei punti e della debolezza finché non sono tornata in camera e mi sono addormentata come un sasso con il mio bambino vicino. Al risveglio il fenomeno si è subito attaccato alla tetta come un vero leoncino famelico e lì mi sono venuti i lucciconi: non mi capacitavo di avere finalmente in braccio una simile meraviglia… E non prendete in giro il mio orgoglio di mamma!
Siamo tornati a casa sabato mattina dopo una degenza di soli 3 giorni. La pediatra e le infermiere del nido che non finirò mai di ringraziare per quanto sono state disponibili, notte e giorno, ci hanno rassicurati sul fatto che tutto andava bene, anche il calo di peso fisiologico è stato perfettamente nei parametri previsti.
Si parla tanto di favorire il rapporto madre-bambino anche grazie all’allattamento al seno e devo dire che essere supportati fin dal primissimo istante, come è successo a me, è fondamentale, tanto che al momento di uscire dal reparto mi è presa un po’ di insicurezza.
Ma poi sono scesa dalle scale mobili con il mio fagottino in braccio e ho raggiunto Giorgio nel parcheggio che finiva di montare il seggiolino per l’auto e lì ho capito che la vera avventura stava iniziando in quel momento.

Un grazie infinito dal profondo del cuore a: Viviana, Barbara, Lucia, Berardino, tutte le infermiere e le ostetriche, nonché i medici del reparto di maternità dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre, per aver contribuito a rendere la nascita di Alessandro Carlo un’emozione bellissima e dolcissima.